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“Prendiamo atto che la decisione del presidente Alghisi in merito alla convocazione delle elezioni provinciali per il Presidente è stata unilaterale e molto chiara: escludere a priori la stragrande maggioranza dei sindaci bresciani”. Così i consiglieri di centrodestra a palazzo Broletto, dopo la decisione di Samuele Alghisi, anticipata in esclusiva ai microfoni di Èlive, di una tornata elettorale per le provinciali oltre novembre.

Un’esclusione dettata da una legge che il centrodestra definisce “demenziale” e Alghisi stesso ha descritto come “costruita male”. Sta di fatto che i Sindaci a scadenza, non solo nel 2023 ma anche nel 2024, non potranno presentarsi poiché viene imposto il vincolo dei 18 mesi di mandato residuo.

“Se andiamo a sommare il numero dei sindaci che erano già automaticamente esclusi per via di una scadenza a brevissimo termine con quelli esclusi dalla decisione di Alghisi, di fatto per le prossime elezioni provinciali la scelta escluderà in automatico oltre l’80% degli attuali papabili candidati – prosegue il centrodestra – Dobbiamo purtroppo constatare che la scelta della sinistra alla guida dell’istituzione provinciale è stata quella di escludere aprioristicamente decine di primi cittadini a di ogni schieramento”.

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Anche le motivazioni portate in aula da Alghisi non soddisfano l’opposizione. Infatti si parla di tempi stretti per la convocazione, ma dal canto suo il centrodestra ricorda di aver sollevato il problema già lo scorso mese.

“Pur consapevoli che la legge presenta delle storture evidenti – conclude caustico il centrodestra – resta evidente agli occhi di tutti che da parte della sinistra alla guida della Provincia è mancata la volontà politica di porvi rimedio”.

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Il Pirlo delle 6

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