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La soluzione? Arriva dal vicino Veneto. Così Legambiente Basso Sebino prova a tracciare una linea che guarda al futuro del punto nascite di Iseo, chiuso ormai da tempo e sul quale sembrano ridursi sempre più le possibilità di una riapertura.

Perché dal Veneto? Perché secondo gli attivisti c’è una storia molto simile a quella che sta accadendo sul Sebino e lì l’epilogo sembra essere diametralmente opposto. Nello specifico si parla del punto nascite di Portogruaro per cui era stata sancita la chiusura.

Questa fine sarebbe stata evitata dal governatore Luca Zaia che avrebbe decisio di riaprire il punto per “motivi turistici”. Tutto ciò nonostante i parti dell’ospedale veneto siano stati 200 lo scorso anno, secondo Legambiente meno della metà di quelle dell’ospedale iseano.

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“La maggiore determinazione del Governatore veneto rispetto a quello lombardo Fontana ha fatto la differenza – dicono da Legambiente – Per i nostri Sindaci una lezione di determinazione da imparare se si vuole raggiungere un risultato concreto per la tutela del presidio ospedaliero iseano e della salute dei cittadini”.

Sempre secondo gli attiviti il nosocomio d’Iseo, con il suo punto nascite, dovrebbe presidiare un più ampio territorio montano disagiato dove è evidente la vocazione turistica.

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Il Pirlo delle 6

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