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Scheda di colore grigio per il Referendum n. 4: partecipazione dei membri laici a tutte le deliberazioni del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari. Abrogazione di norme in materia di composizione del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari e delle competenze dei membri laici che ne fanno parte.

In buona sostanzia viene chiesto se si è o meno d’accordo sul fatto che partecipino alla valutazione dei magistrati non solo i togati, ma anche altre figure esperte in materia giuridica.

Per il momento nel nostro Paese i magistrati vengono valutati ogni quadriennio dal Csm (Consiglio superiore di magistratura) che decide in base alle valutazioni fatte anche dai Consiglio giudiziari. Questi consigli sono formati da magistrati e anche da altre figure come avvocati o professori universitari. In fase di valutazione però sono solo i magistrati a poter votare.

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Con una vittoria del “sì” verrebbe abrogato questo divieto di voto per i membri laici espandendo così la platea di chi valuta anche al di fuori della magistratura stessa.

Chi propone il quesito ritiene che la valutazione sarebbe pià equa e meno autorefenziale, superando di fatto quella che viene definita una sovrapposizione tra “controllore” e “controllato”. Chi è contrario ritiene invece improprio far votare gli avvocati dato che nel processo sono la controparte dei pm, rapporto che potrebbe anche mettere in soggezione un magistrato durante il suo operato.

Domenica siamo chiamati alle urne per cinque diversi quesiti in tema di Giustizia.

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Il Pirlo delle 6

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