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Così come per i negozi e le imprese, anche lo sport deve darsi delle regole per la ripartenza. Per quanto riguarda la ripresa graduale degli allenamenti di cui ha parlato nei giorni scorsi il ministro Vincezo Spadafora, i club dovranno attenersi a stringenti regole per garantire la sicurezza di tutti:

  • pulizia giornaliera e la sanificazione periodica delle strutture destinate a squadre, staff tecnici e personale extra sportivo. Il personale sanitario addetto ai test dovrà invece avere a disposizione i dispositivi di protezione individuale
  • docce in camera e non negli spogliatoi dove i giocatori si cambieranno mantenendo la debita distanza. Inoltre i giocatori potranno entrare nei locali dei centri sportivi solo a piccoli gruppi
  • visite mediche, rilievo della temperatura, tamponi e indagine sierologica per giocatori e staff tecnico
  • compilazione di un questionario su eventuali sintomi, spostamenti e contatti con persone positive
  • per gli atleti che hanno contratto il virus esami specifici finalizzati a indagare eventuali ripercussioni causate dal covid-19 su organi come cuore e polmoni
  • ritiri blindati: sarà proibito ogni tipo di assembramento. I giocatori dormiranno in camere singole e verranno mantenute le distanze anche attraverso turnazioni negli spogliatoi, in sala da pranzo e nelle sale di fisioterapia (dove i terapisti indosseranno guanti, mascherine e occhiali, mentre i giocatori solo le mascherine)
  • durante la prima settimana di allenamento i test sierologici saranno quotidiani e le sedute saranno in piccoli gruppi all’aperto, con gli atleti a due metri di distanza l’uno dall’altro. Dalla seconda settimana ci sarà un graduale ritorno alla normalità con l’estensione dei gruppi fino alla simulazione di fasi di gioco e partitelle
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Il Pirlo delle 6

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