Il lago restituisce ciò che nasconde. Sul fondo del porto Mauro Melzani di Salò, tra barche e pontili, è riemersa una quantità consistente di rifiuti: bottiglie, strutture metalliche, pneumatici e perfino batterie per auto. È il risultato dell’operazione di pulizia straordinaria condotta sabato 18 aprile dalla Canottieri Garda insieme all’Apnea Club Brescia.
Per ore, una ventina di sub si è immersa nelle acque del porto, lavorando in condizioni spesso difficili per recuperare materiali accumulati nel tempo. In superficie, i volontari hanno gestito il trasporto dei rifiuti, poi presi in carico dai mezzi di Garda Uno grazie alla collaborazione con il Comune.
I FONDALI SPORCHI
Quello che si è presentato agli operatori non è stato uno scenario occasionale, ma il segnale di un problema più radicato. Tra i sedimenti, oggetti ingombranti e potenzialmente pericolosi per l’ecosistema lacustre.
L’intervento ha permesso di liberare una parte significativa dei fondali, ma resta evidente come il lago continui a essere utilizzato, in alcuni casi, come una discarica invisibile. Un fenomeno che riguarda non solo il decoro, ma anche la salute dell’ambiente.
IL LAVORO DEI SUB
A guidare l’operazione, la sinergia tra la Canottieri Garda e l’Apnea Club Brescia, associazione specializzata in immersioni ecologiche. Un’attività che richiede esperienza, coordinamento e attenzione, soprattutto quando si tratta di recuperare materiali pesanti o inquinanti.
“Siamo molto soddisfatti per l’efficacia di questa prima pulizia dei fondali, vogliamo complimentarci con il presidente Stefano Govi e con i soci dell’Apnea Club Brescia per la loro professionalità. Attività come queste sono fondamentali per tutelare il nostro lago, ma anche per stimolare l’attenzione dei cittadini sul tema ambientale. Ci auguriamo che sia solo il primo passo di una lunga collaborazione”, sottolinea Nicola Benedetti, Presidente della Canottieri Garda.
Il porto Mauro Melzani, realizzato nel 2004 e cuore delle attività della Canottieri Garda, resta uno dei punti centrali del golfo di Salò. Ma quanto emerso dal fondale racconta una realtà meno visibile, che richiede interventi costanti e maggiore attenzione collettiva.




















































