(Photo by Pier Marco Tacca/Getty Images)
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Il Comitato tecnico scientifico del governo ha deciso: in caso di un positivo fra giocatori e staff, non sarà necessario che l’intera squadra vada in quarantena per due settimane. Sposando il modello già applicato dalla Bundesliga, per cui solo chi risulta contagiato deve fermarsi, il governo accetta la richiesta della Figc e mette una seria ipoteca sulla possibilità che la Serie A, che ripartirà il 20 giugno, possa concludersi. La mattina della prima partita successiva al rilevamento di un positivo nel gruppo squadra (calciatore o collaboratore che sia), a tutti gli altri sarà fatto un tampone dall’esito rapido, di modo da riscontrare eventuali altre contagi. I test andranno eseguiti almeno quattro ore prima di scendere in campo, di modo da potere avere i risultati per tempo.

La conseguenza della modifica del protocollo sulla quarantena è che con ogni probabilità il campionato riuscirà a concludersi sul campo, dal 20 giugno al 2 agosto. Secondo quanto scrive Repubblica, il discorso cade nel caso in cui dovesse verificarsi un grande numero di positivi, magari concentrati in una sola squadra. La possibilità di concludere la stagione con play-off e play-out, o in base ala classifica al momento dello stop modificata da un algoritmo, diventa a questo punto molto remota. Una buona notizia per la Lega di Serie A, che con una mozione votata a grande maggioranza ha espresso la convinzione che retrocessioni e scudetto vadano decisi per merito sportivo.

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Il Pirlo delle 6

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