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Il padiglione riservato ai pazienti covid all’interno del Civile di Brescia preoccupa Cgil, Cisl e Uil che in un comunicato hanno espresso i loro dubbi sul progetto di Scala 4.

“Non vorremmo che questa situazione invece di costituire un importante rilancio per la struttura, si traduca in un depotenziamento del maggiore ospedale cittadino, magari a beneficio di altre strutture – si legge nella nota – Se il nostro sistema sanitario lombardo si poggia sul servizio pubblico e privato è indispensabile che ci sia un equilibrio nella gestione della sanità e che anche il privato convenzionato si faccia carico di tutte le esigenze sanitarie dei cittadini, che in taluni casi, sappiamo non essere particolarmente remunerative”.

Fra i timori delle tre sigle “sia la perdita di porzioni di budget dovuta alla riduzione dei ricoveri, sia il fatto che questo possa ridurre il numero di posti letto di altre specialità, con ricadute pesanti sui pazienti e sui cittadini” oltre alla difficoltà nel poter assumere poi il personale necessario per gestire il padiglione.

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Viene poi richiesto alla Regione se siano state valutate altre strutture per questo genere di trasformazione sul territorio in modo da poterlo presidiare in modo più capillare.

“Troviamo incomprensibile che un progetto così importante sia consegnato direttamente alla stampa senza passare da una fase consultiva – concludono nel comunicato – Abbiamo infine chiesto un incontro urgente all’ATS di Brescia, anche in presenza dei vari attori del sistema sanitario pubblico e privato. Alla luce delle esperienze vissute negli ospedali, nelle RSA, nel territorio, riteniamo fondamentale capire le strategie che tutti gli enti sanitari preposti intendono adottare per tutelare la salute dei cittadini che purtroppo nella nostra regione e nel nostro territorio è stata messa a dura prova”.

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Il Pirlo delle 6

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