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Da giorni sentiamo parlare del super greenpass, una certificazione verde covid che sarebbe allo studio del Governo per far fronte all’aumento dei contagi di queste ultime settimane. Ma di cosa si tratta?

Per il momento il condizionale è d’obbligo poiché sono in corso incontri e trattative per giungere a una testo. Dopo un primo incontro alle 18 di lunedì fra Regioni ed Esecutivo si passerà nei prossimi giorni attraverso quell’iter fra cabina di regia e Consiglio dei Ministri che entro la settimana dovrebbe varare il provvedimento a un mese dal Natale.

In buona sostanza la volontà è quella di spingere ulteriormente gli indecisi a vaccinarsi senza imporre l’obbligo. La soluzione è quella più intubile: per accedere ai luoghi di aggregazione (solo per citarne alcuni cinema, teatri, stadi, musei, discoteche) bisognerà essere in possesso della versione “super” della certificazione che sarà rilasciata solo ai vaccinati e ai guariti.

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Tutte queste attività saranno invece precluse a chi è in possesso di green pass ottenuto dopo un tampone. Per i tamponati dovrebbe rimanere possibile accedere ai luoghi di lavoro, viaggiare in treno o in aereo e ad esempio fare la spesa. Come più volte ventilato potrebbe fra l’altro scendere la durata dei tamponi: da 48 a 24 ore per l’antigenico e da 72 a 48 per il molecolare.

Rimane da capire se queste restrizioni per i non vaccinati entrerebbero in vigore sempre e subito, o se invece nel momento in cui un dato territorio finisce in una delle fasce colorate. “Chi non ha il vaccino ma ha solo il green pass legato al tampone – ha detto in merito il ministro Brunetta – subisce i vincoli del cromatismo”.

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Il Pirlo delle 6

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