Giallo Alta Velocità. Tutti la vogliono fermare ma la Tav accelera. Avviate dal comune di Lonato le pratiche per le modifiche a progetto.

Costa troppo, e più volte il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli ha dichiarato di voler rivedere l’opera in base al principio del rapporto «costi-benefici». Eppure a Lonato i cantieri non solo non sono fermi, ma accelerano. E’ stato infatti convocato ieri un consiglio comunale straordinario per approvare le modifiche al piano di governo del territorio, necessarie per l’avvio dei lavori.

L’amministrazione del comune bresciano, sembra non voler dare adito alle analisi fatte negli ultimi giorni dalla Corte dei Conti e dell’Osservatorio nazionale dei trasporti. Per i quali la Tav non sarebbe altro che un buco economico per le finanze italiane. Anzi, l’obiettivo sembra proprio quello di iniziare quanto prima i lavori per la galleria di sette chilometri prevista nel progetto.

Dalle parole del Sindaco però si apprende che lui non ha mai ricevuto direttamente una comunicazione dal Ministero dei Trasporti di bloccare le operazioni. Gli unici con cui ha comunicato in questi giorni sono strati i rappresentanti di Cepav2 e Rfi firmatari del contratto che prevede l’approvazione del progetto e l’inizio del cantiere, per i quali entrambi scalpitano.

Questa fretta però è a dir poco sospetta, data anche la recente messa in discussione da parte dell’Onlit del contratto in questione, e il fatto che lo stesso contratto fosse stato siglato giusto il giorno della fiducia alla camera del nuovo governo. Per questa ragione il Movimento 5 stelle ha invitato l’amministrazione a non approvare la delibera con la quale si concede al consorzio Cepav2 il permesso a costruire i cantieri operativi.

Il Sindaco rimane però dubbioso, dato che contemporaneamente il vice premier e ministro degli Interni Matteo Salvini ha parlato della Tav come di un’opera necessaria.

“L’intero progetto Brescia-Padova ad oggi è comunque in fase di riesame da parte del ministero dei Trasporti” hanno replicato gli esponenti pentastellati.

Lo stop alla delibera comunale sarebbe quindi un atto dovuto, considerato anche il fatto che nel caso in cui i lavori venissero avviati e poi interroti dopo qualche mese il comune sarebbe costretto a pagare penali in più, almeno in parte evitabili.

Ancora nessuna certezza quindi sul futuro della grande opera, e non sarebbe motivo di stupore se il ministro delle Infrastrutture imponesse lo stop immediato quanto prima.

 

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