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Se per i docenti e i lavoratori della scuola il green pass sarà obbligatorio da mercoledì (con ancora qualche nodo da sciogliere sulle verifiche quotidiane) per gli studenti non ci saranno obblighi analoghi. Per questo motivo tecnici e governo vogliono puntare sula tracciamento e un’idea sarebbe quella di effettuare test a campione.

Stando a quanto riferito al Corriere dalla responsabile del Dipartimento Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità Anna Teresa Palamara infatti, ci sarebbe la volontà di introdurre test salivari da ripetere ogni due settimane su un campione di classi sentinella di primarie e secondarie individuate dalle Regioni.

Il piano dovrebbe prendere avvio con gradualità dalla prima campanella, ma l’obiettivo è di renderlo pienamente operativo fra l’autunno e l’inverno quando le malattie respiratorie (anche il coronavirus) si fanno più aggressive.

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I test salivari erano già stati provati anche nel bresciano sul finire dello scorso anno scolastico. Il via era stato nella primaria di Travagliato nell’ambito di una sperimentazione regionale. Questi test, chiamati volgarmente lecca lecca, sono molto meno invasivi rispetto al tampone nasofaringeo e vengono poi analizzati come un test molecolare. Questo significa un’attendibilità alta, pari appunto al classico tampone.

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Il Pirlo delle 6

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