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Una vicenda già di per sé tragica che però ora lo diventa forse ancora di più. Il grilletto di quel fucile che sabato pomeriggio ha ucciso a San Felice la 15enne Viola non sarebbe stato premuto accidentalmente dal padre come emerso in principio, bensì dal fratellino della giovane.

Partiamo dal fatto che quanto avvenuto in via Boschette è uno di quei fatti di cronaca che difficilmente si potrà dimenticare: un fucile maneggiato incautamente all’interno di un’abitazione, per giunta carico. Adesso la vicenda assume implicazioni diverse perché il fucile lo stava imbracciando un ragazzino di 13 anni.

“È senza dubbio un incidente. Un drammatico incidente”, avevano riferito gli inquirenti nella serata di sabato. Inquirenti che poi, insieme al pm Francesco Carlo Milanesi hanno interrogato il padre della giovane nella caserma dei Carabinieri di Salò. Lì l’uomo avrebbe ammesso che a esplodere il colpo che ha ucciso colpendo in pieno petto la ragazza era stato il giovane figlio.

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Il cordoglio è stato unanime, di un’intera comunità, riassunto anche in un messaggio dell’Amministrazione Comunale: “Il Sindaco, con l’intera Amministrazione Comunale, partecipa sentitamente al lutto che ha colpito la famiglia Balzaretti, a cui si stringe con profondo dolore e commozione”.

Foto d’archivio.

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Il Pirlo delle 6

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