Sono esasperati e non ce la fanno più. Questo diranno domani mattina (venerdì 23 gennaio 2026) al Sindaco di Pisogne i 200 abitanti rimasti praticamente isolati da 25 giorni a causa della frana che ha colpito la zona.
Il territorio è ancora sotto sequestro giudiziario e i lavori di disgaggio e messa in sicurezza non sono potuti partire. Un’attesa che sta alimentando rabbia, frustrazione ed esasperazione tra i residenti, costretti a convivere con enormi disagi quotidiani.
DA 15 A 45-50 MINUTI DI PERCORRENZA PER ARRIVARE A PISOGNE
Per accedere ai primi servizi essenziali — supermercati, farmacia, ambulatori — ora devono affrontare 45 minuti di una strada di montagna, l’unica percorribile dopo l’interruzione della viabilità principale. Una condizione che, dopo quasi un mese, viene giudicata “non più sostenibile”.
NON C’È UNA DATA PER IL DISSEQUESTRO DELL’AREA E L’AVVIO DEI LAVORI DI RIPRISTINO
L’amministrazione comunale ribadisce che non è possibile avviare alcun intervento finché l’area resterà sotto sequestro. Il Sindaco in questi giorni ha detto che il dissequestro dovrebbe essere imminente ma non c’è una data e, secondo i cittadini non sono chiari nemmeno gli obiettivi dell’attuale provvedimento.
“Così sembriamo ostaggi di una burocrazia incomprensibile” lamentano gli abitanti, spiegando come l’impossibilità di avviare i lavori di messa in sicurezza stia compromettendo non solo la mobilità, ma anche la serenità e la qualità della vita dell’intera comunità.
Alle 10.00 si ritroveranno davanti al Municipio di Pisogne per chiedere ed ottenere risposte certe.
IL VOLANTINO DELLA PROTESTA










































