trasferta per la caccia
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Ruggero Invernizzi (Forza Italia), a capo della Commissione Agricoltura, ha approvato la modifica di alcuni articoli del “Regolamento sulle norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell’equilibrio ambientale e disciplina venatoria”.

Il relatore delle proposte modifiche del regolamento, Paolo Franco, ha affermato che queste revisioni “erano necessarie per adeguare il Regolamento 16/2003 alla normativa più recente che punta a disciplinare, con sempre più precisione, il settore della caccia”.

LE NOVITÀ

Le novità proposte dalla Commissione sono numerose. Come prima cosa, si potranno organizzare delle prove cinofile senza la necessità di presentare fogli e mappali da parte dei proprietari dei fondi della zona interessata. Questa modifica consente che le prove possano essere organizzate – nel pieno rispetto della legge – senza produrre documentazione inutile già in possesso delle autorità competenti chiamate a consentire le prove stesse.

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Si prevede l’unicità dell’esame abilitativo per la caccia di selezione agli ungulati, quindi non saranno necessari altri adempimenti da attuare in zone “particolari”, quali per esempio quelle alpine.

Ci sarà anche un riconoscimento comune tra le singole autorizzazioni provinciali e regionali.

Inoltre, la Commissione ha chiarito che gli ATC (Ambito Territoriale di Caccia) e CAC (Comprensori Alpini di Caccia) avranno la possibilità di attivare allevamenti di fauna selvatica autoctona ai fini del ripopolamento.

Anche per l’attività venatoria con l’ausilio di ottiche di puntamento, è stato eliminato il limite massimo del fattore d’ingrandimento al fine di evitare che si possa arrecare danno inutile alla fauna.

Paolo Franco prosegue affermando che “Il risultato raggiunto dalla Commissione è frutto di un lavoro di ascolto e di confronto che ha coinvolto ogni realtà rappresentativa e che ha portato ad un importante risultato: l’unità del mondo venatorio, la vera novità di questo percorso. Diamo al settore venatorio e al mondo ambientale lombardo un regolamento moderno, che tutela l’ecosistema, che risponde a esigenze di uniformità al fine di ridurre qualsiasi spazio interpretativo e taglia numerosi passaggi burocratici in un’ottica di semplificazione”.

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Il Pirlo delle 6

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