Vorrei ma non posso. Per i bus scolastici mancano i fondi
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Dopo una partenza all’apparenza tranquilla, il trasporto pubblico locale da e verso le scuole ha dimostrato qualche inghippo. In particolare su alcune linee. Per tali ragioni l’Agenzia Tpl di Brescia ha voluto spiegare quanto stia accadendo, le motivazioni e anche le possibili soluzioni, che però devono sottostare ai limiti imposti dal portafoglio.

Con il nuovo anno scolastico si è ritornati al regime pre-covid per quanto riguarda il riempimento dei bus (niente più limite dell’80%), ma è sparito anche il doppio ingresso nelle scuole. I primi giorni bisogna inoltre fare i conti con gli orari scolastici ancora provvisori.

Sul fronte dell’affollamento dei mezzi non c’è quindi da stupirsi. Proprio per le motivazioni di poco sopra era normale attenderselo e, come affermato dal presidente dell’Agenzia Giancarlo Gentilini, “non è un problema risolvibile nel momento in cui non ci sono più mezzi disponibili da mettere a disposizione”.

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Quello che si può fare è cercare quindi di adeguare il servizio al meglio possibile con i mezzi (in tutti i sensi) disponibili. E quindi si torna sull’annosa carenza di fondi per il trasporto pubblico. Il più classico dei vorrei ma non posso.

“Il tema dei soldi e un tema rilevante – ammette Gentilini – Noi paghiamo i servizi che svolgono gli operatori a chilometro. Tanti chilometri vengono fatti, tanti soldi noi dobbiamo pagare. Banalmente ogni anno a causa dell’inflazione, questi soldi restando sostanzialmente invariati e con l’aumento dei costi, ci restano meno chilometri”.

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Il Pirlo delle 6

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