“La riforma dice di voler fare alcune cose, ma in realtà punta ad altro, obiettivo reale sarebbe quello di modificare l’equilibrio dei poteri tra magistratura, potere esecutivo e governo”.
Alfredo Bazoli, senatore del Pd es esponente di punta del No al Referendum sulla Giustizia è netto.
Ospite della costituzione del primo Comitato per il No in provincia, a Rovato e Cazzago S. Martino apre a tutti gli effetti la campagna referendaria nel bresciano.

LA DATA POSSIBILE: 22 E 23 MARZO

“Una corsa contro il tempo” la definisce Bazoli. “Un po’ anticipata rispetto alle necessità di un confronto pubblico sereno e sviscerato. L’auspicio era quello di una finestra elettorale più ampia per permettere una “campagna elettorale un pochino più approfondita”, data la natura tecnica e la complessità del tema in oggetto”.

“SPIEGARE BENE COSA C’È IN GIOCO, OLTRE LA RIFORMA”

“Il punto – rimarca Bazoli – è il bisogno di spiegare bene ai cittadini cosa c’è in gioco al di là e oltre la riforma”. Nonostante la ristrettezza dei tempi, l’impegno è quello di “attrezzarsi per fare le corse”.

LE RAGIONI DEL NO

“L’indipendenza della Magistratura è a rischio”. È questo il punto fondamentale del No al Referendum. “È una riforma – prosegue Bazoli – che dice di voler fare alcune cose, ma in realtà punta ad altro; l’obiettivo reale sarebbe quello di “modificare l’equilibrio dei poteri tra magistratura e potere esecutivo e governo”.

“Una riforma – rimarca l’esponente Pd – che rappresenta un rischio concreto per l’Italia, poiché l’autonomia dei giudici costituisce il presidio di garanzia del rispetto dei diritti di qualunque cittadino”.

ALFREDO BAZOLI A ÈLIVE