“Il quadro è confuso e inaccettabile: convenzione non ancora firmata, difficoltà nella registrazione sul portale per le esenzioni e un sistema che, invece di garantire equità, sta creando disagi e disparità. Il pedaggio è da rinviare subito”.

A poche ore dall’entrata in vigore del pedaggio sulla corda molle (domenica 1° marzo 2026), il consigliere provinciale Riccardo Canini e il deputato Fabrizio Benzoni attaccano con durezza e chiedono immediatamente il rinvio del pagamento. “Ci avevano raccontato una cosa molto semplice: che la Corda Molle sarebbe rimasta gratuita. Oggi invece i cittadini si trovano davanti a un pedaggio che parte nel caos, con procedure complicate, incertezze amministrative e categorie intere lasciate fuori”.

“IL PUNTO È POLITICO”

“Il punto politico è chiarissimo” – proseguono Benzoni e Canini in una nota -: “non solo si introduce un pedaggio su un’infrastruttura strategica per il territorio, ma lo si fa senza aver messo in piedi un sistema credibile e accessibile per le agevolazioni”.

Ma non solo. “Le agevolazioni previste – aggiungono – sono parziali, discriminatorie e non tengono conto del tessuto reale del territorio. Restano penalizzati non solo molti cittadini e pendolari, ma anche imprese, artigiani e realtà del terzo settore, che utilizzano ogni giorno la Corda Molle per lavorare, garantire servizi, fare assistenza e tenere in piedi l’economia locale. È una scelta sbagliata nel merito e disastrosa nel metodo.
Si colpiscono proprio quei soggetti che fanno muovere il territorio: chi produce, chi lavora, chi consegna, chi assiste persone fragili, chi garantisce servizi di prossimità”.

LE RICHIESTA DI CANINI E BENZONI

Nel dettaglio sono 4 le richieste dei due esponenti politici:

  • il differimento dell’entrata in vigore del pedaggiamento, finché non saranno risolte tutte le criticità amministrative e tecniche
  • una revisione vera del sistema delle agevolazioni, che includa in modo equo anche imprese, artigiani e terzo settore – inclusi i mezzi del volontariato sociale e sanitario;
  • la revisione del perimetro dei Comuni ricompresi nell’agevolazione
  • un impegno politico chiaro per la gratuità della Corda Molle.

Non accettiamo scaricabarile e propaganda. Prima si fanno le cose in modo serio, poi si annunciano. – concludono Canini e Benzoni -. Qui invece si è fatto il contrario: si è scelto di far pagare e poi si è improvvisato tutto il resto. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. La Corda Molle non è un lusso, è una infrastruttura essenziale per la mobilità bresciana. Deve restare gratuita. E fino a quando non ci sarà una soluzione seria, il pedaggio va fermato”.