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Diciassette anni fa Leno veniva colpita al cuore dalla vicenda dell’omicidio di Desirèe Piovanelli. Era un pomeriggio di settembre quando il branco uccise la ragazzina 14enne nella cascina Ermengarda alle porte del paese bassaiolo.

A distanza di tanto tempo Giovanni Erra, l’operaio condannato a 30 anni per l’omicidio della ragazza, ha chiesto attraverso i suoi legali la revisione del processo con la ricerca di una nuova verità. Sempre secondo i propri avvocati difensori Giovanni Erra contesterebbe e attaccherebbe la ricostruzione dei fatti così come operata dai giudici sulla ricostruzione della morte di Desirèe.

Quei tragici fatti raccontano di un corpo, quello di Desirèe ritrovato alcuni giorni dopo l’omicidio nella cascina Ermengarda a Leno. Per quel efferato delitto sono stati condannati in via definitiva minorenni, amici della ragazza, con condanne a 18, 15 e 10 anni, 30 anni furono invece dati a Giovanni Erra.

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Secondo le motivazioni delle sentenze, Desirèe venne uccisa perché si oppose a un tentativo di violenza sessuale.La revisione del processo avviene in casi molti rari, in particolare quando sopravvengano «nuove prove che da sole o unite a quelle già valutate, dimostrano che il condannato deve essere prosciolto».

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Il Pirlo delle 6

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