È un 35enne irregolare l’aggressore del barista di via Sostegno
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È un nigeriano di 35 anni, irregolare sul territorio italiano l’autore dell’aggressione al titolare del bar in via sostegno lo scorso 4 agosto scorso.

L’uomo, colpito da un ordine di arresto del 2019 per evasione dai domiciliari dove si trovava per i reati lesioni personali, minacce e sequestro di persona, si era reso irreperibile.

Nelle scorse settimane però è incappato in un controllo di routine da parte dei carabinieri di Ponte San Pietro, in provincia di Bergamo, che, scoperto il provvedimento a suo carico lo hanno arrestato.

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A Ponte San Pietro, secondo le indagini della Squadra Mobile della Questura di Brescia che indaga sull’aggressione al barista in via Sostegno, il nigeriano si era trasferito proprio per “sparire dalla circolazione” dopo l’aggressione e li gli agenti hanno trovato il coltello ancora insanguinato utilizzato per l’aggressione. Gli abiti erano stati ritrovati dagli agenti in un appartamento di Bovezzo nel quale l’uomo si era rifugiato subito dopo il duplice accoltellamento.

L’uomo era un abituale cliente del bar, ma con il titolare dell’esercizio pubblico già in passato erano nati degli screzi. Ad agosto la motivazione era stato l’invito del barista a smettere di giocare d’azzardo e allontanarsi dal bar.
Ne era scaturito un diverbio al termine del quale il nigeriano aveva “promesso al barista di fargliela pagare”.

Tanto aveva promesso, tanto ha fatto. È tornato tre giorni dopo armato di coltello per ferirlo. LO aveva colpito più e più volte, al volto e all’addome e solo l’intervento di altri avventori ha evitato il peggio. Uno dei clienti accorsi in soccorso del barista è stato a sua volta ferito con alcuni fendenti.
Sebbene in gravi condizioni il titolare del bar è stato ricoverato in ospedale con una prognosi i 40 giorni, i fendenti non hanno colpito nessun organo vitale. 15 giorni di prognosi per l’altro ferito.

Il nigeriano, già in carcere per l’evasione domiciliare, è stato raggiunto da un’altro ordine di carcerazione, questa volta per tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi.

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Il Pirlo delle 6

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