Famedio, Del Bono: “Siamo migliorati grazie a loro”
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Come ogni anno al 9 novembre, giorno della posa della prima pietra del comitero Vantiniano di Brescia, si è tenuta l’ormai tradizionale cerimonia del famedio. Si tratta del Pantheton del nostro territorio, il luogo in cui si ricordano i bresciani illustri.

“È un’occasione molto solenne, molto sentita – il commento del sindaco di Brescia Emilio Del Bono a margine della cerimonia – È bello indicare alla comunità quante biografie straordinarie ha avuto la nostra terra. Scienziati, letterati, amministratori, politici, sindacalisti, imprenditori, uomini e donne di fede. Noi siamo migliorati e cresciuti grazie al fatto che ci sono queste persone che ci hanno cambiato rendendo la nostra terra migliore”.

In questo 2022 sono stati in tutto 24 i nuovi nomi inseriti: quattro personalità decedute nel 2021, mentre le altre 20 concludono la ricerca storica con gli anni che vanno dal 1946 al 1959.

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L’apposita commissione istituita nel 2015 ha il compito ogni anno di selezionare tre nomi da far accedere nel famedio, ma come sempre accade restringere la rosa a tre risulta molto complicato. Per tale ragione anche in questo 2022 si è deciso di derogare con quattro personalità scomparse nel recente passato, il cui ricordo è ancora vivido: Renzo Capra, Aldo Rebecchi, Maurizio Bestagno e Adelio Terraroli.

Le biografie dei nuovi bresciani illustri

Padre Giovanni Fausti (1946), Luigi Re, Lucia Seneci (1947), Bianca Scacciati Poli (1948), Pietro Bulloni, Luigi Gussalli (1950), Alessandro Bettoni Cazzago, Girolamo Tonini, Rosa Agazzi (1951), Angelo Bettoni, Luigi Savoldi (Bigio), Emilio Rizzi (1952), Giovanni Magrassi (1953), Lucia Ripamonti (1954), Marziale Ducos, Pietro Gezio Feroldi (1955), Angelo Bordoni, Giovanni Ernesto Santoni (1957), Angelo Zammarchi (1958) e Giuseppe Passadori (1959) sono invece i venti bresciani illustri che hanno permesso di recuperare il terreno perso prima dell’istituzione del famedio.

“Mi sembra molto bello perché più della retorica e delle parole vuote, serve la testimonianza – ha concluso Del Bono – E queste persone nella vita hanno testimoniato i valori nei quali hanno creduto e hanno costruito anche una rete di valori civili che valgono per tutti”.

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Il Pirlo delle 6

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