Brescia è fra le peggiori province d’Italia per mortalità sul lavoro, in Lombardia ha numeri più alti solo Cremona. Questo è quanto emerge dai dati ufficiali Inail elaborati dall’osservatorio Vega fino a ottobre 2022.

Nell’infelice classifica stilata dall’ente, viene valutata l’incidenza degli infortuni mortali, rispetto al valore di incidenza media nazionale, cioè il numero di infortuni mortali ogni milione di occupati. Brescia si piazza al 21esimo posto con un incidenza di 48 casi ogni milione di lavoratori.

Ma osservando i numeri assoluti da gennaio a ottobre, i morti sul lavoro nel bresciano sono 26 su 541.644 occupati (dati Istat 2021) che significa il terzo peggior dato in Italia dopo Roma (37 morti) e Milano (31). Due territori che comunque sono in zona bianca poiché hanno incidenza molto più ridotte.

Sempre in cima alla graduatoria con il maggior numero di vittime in occasione di lavoro è la regione con la più alta popolazione lavorativa d’Italia, cioè la Lombardia (107). La nostra regione però, si trova in zona gialla, al di sotto della media nazionale.

A livello nazionale, nei primi dieci mesi del 2022 il settore costruzioni fa registrare il maggior numero di decessi: sono 112. Seguono: trasporti e magazzinaggio (94) e attività manifatturiere (74).

La fascia d’età più colpita dagli infortuni mortali sul lavoro è sempre quella tra i 55 e i 64 anni (255 su un totale di 659). Ma l’indice di incidenza più alto di mortalità rispetto agli occupati viene rilevato ancora tra i lavoratori più anziani, gli ultrasessantacinquenni.

Il Pirlo delle 6

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