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“Reagiamo a questa ennesima tragedia rilanciando e qualificando ancora meglio i percorsi di formazione alla sicurezza in tutti i luoghi di lavoro. Non credo che rispondere con uno sciopero cambierebbe di una virgola la situazione”. Sono queste le parole del segretario bresciano della Cisl Alberto Pluda dopo l’infortunio sul lavoro della Estral di Manerbio in cui ha perso la vita il sessantenne Fausto Farina.

Niente sciopero quindi, ma secondo Pluda è il momento di agire: “Dobbiamo fare qualcosa di molto più concreto per fermare questa terribile serie di infortuni mortali – le parole del sindacalista – Evitiamo di fare scelte sbrigative per metterci in pace con la coscienza: apriamo una grande campagna di informazione, di sensibilizzazione, di consapevolezza per fare cultura sulla sicurezza nei luoghi di lavoro”.

Nella nostra Provincia in poco più di un mese sono cinque gli infortuni mortali e negli ultimi giorni ci sono stati almeno due infortuni molto gravi, denuncia invece la Cgil. La Camera del Lavoro ricorda di uno sciopero provinciale dei metalmeccanici avvenuto lo scorso 7 settembre e a distanza di una manciata di giorni si è concretizzata una nuova tragedia. Una serie infinita di croci: solo nelle ultime settimane ricordiamo la morte di un giovane operaio a Pontevico il 2 settembre e di un altro ragazzo a Borgo San Giacomo il 18 agosto. Ma la lista è molto più lunga, senza considerare gli infortuni gravi.

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Un’emergenza che per Cgil e Fiom coinvolge però “tutte le categorie e tutti i settori lavorativi che sono comunque colpiti dalla mole di infortuni e da infortuni mortali nella nostra provincia”.

Foto d’archivio.

Il Pirlo delle 6

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