Brescia ha contato 26 morti sul lavoro da gennaio a novembre 2025, con un’incidenza che colloca la provincia in zona arancione. È il dato più rilevante per il territorio bresciano nell’ultimo report dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering, che fotografa una Lombardia in miglioramento nei numeri complessivi, ma ancora alle prese con un’emergenza che non si chiude.
In provincia, i decessi in occasione di lavoro sono stati 19. Il resto rientra nella categoria in itinere. Sul fronte delle denunce di infortunio, Brescia ha registrato 14.717 segnalazioni, secondo dato più alto in regione dopo Milano.
BRESCIA: RISCHIO SOPRA LA MEDIA
L’indice di incidenza della mortalità per Brescia è pari a 34,3 morti per milione di occupati, valore che la colloca in zona arancione, insieme a Mantova. In Lombardia, la situazione più critica resta quella di Cremona, unica provincia in zona rossa, con un’incidenza molto superiore alla media nazionale.
Brescia, pur non essendo la provincia con più vittime in assoluto, resta tra quelle con un livello di rischio più alto in regione, soprattutto se confrontato con altre aree lombarde che rientrano in zona bianca.
LOMBARDIA: MENO VITTIME, MA NUMERI ANCORA ALTI
Nel complesso, in Lombardia da gennaio a novembre 2025 si sono registrati 149 decessi totali, 22 in meno rispetto al 2024. La regione resta in zona bianca per incidenza, con 21,8 morti per milione di occupati, un valore significativamente più basso rispetto alla media nazionale (30,7).
Nonostante ciò, la Lombardia continua a essere la regione con il numero più alto di vittime in valore assoluto: 99 morti sono avvenuti in occasione di lavoro (in calo rispetto al 2024), mentre 50 sono quelli in itinere (dato stabile).
I NUMERI PROVINCIA PER PROVINCIA
Milano è la prima provincia lombarda per decessi complessivi, con 44 vittime, ma resta in zona bianca per incidenza. Subito dopo si colloca Brescia con 26, seguita da Bergamo (20), Cremona (13) e Mantova (9).
Per i decessi in occasione di lavoro, Milano guida con 30, seguita da Brescia (19) e Bergamo (12).
IL SETTORE PIÙ COLPITO
Tra gennaio e novembre 2025, in Lombardia il settore con il maggior numero di denunce di infortunio in occasione di lavoro è stato quello delle attività manifatturiere, con 14.274 denunce. Seguono trasporto e magazzinaggio (6.174), commercio (5.626), costruzioni (5.470) e sanità (5.357).
Un dato che interessa da vicino anche il Bresciano, dove il peso dell’industria manifatturiera è strutturale e rende centrale il tema della prevenzione.
INFORTUNI: GENERE E NAZIONALITÀ
Nel periodo gennaio-novembre 2025, le denunce di infortunio in Lombardia sono state 102.222 (in lieve aumento rispetto al 2024). Di queste, 37.002 hanno riguardato lavoratrici donne e 65.220 uomini. Le donne decedute nei primi undici mesi del 2025 sono state 18: 9 in occasione di lavoro e 9 in itinere.
Sul fronte della nazionalità, le denunce di infortunio dei lavoratori stranieri sono state 26.917 su 102.222, circa una su quattro. I lavoratori stranieri deceduti sono stati 34 su 149: 22 in occasione di lavoro e 12 in itinere.








































