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Circa 13 mila tonnellate di materiale scaricato in un’area protetta di 3 mila metri quadrati a Malesco. Per la Sant’Anna la multa è di quasi 2 milioni e mezzo

Una sanzione da 2,5 milioni di euro per l’impresa bresciana Sant’Anna. L’azienda è accusata di smaltimento illecito di rifiuti derivanti dalla costruzione di una mini centrale idroelettrica in Val Cannobina. Il materiale, infatti, proviene dallo scavo di una galleria di oltre due chilometri. Realizzata tramite l’utilizzo di esplosivo. Fatta per deviare l’acqua del torrente Cannobino e del Rio Falmenta, in un territorio situato tra i Comuni di Cavaglio Spoccia, Cursolo Orasso, Falmenta e Gurro.

L’area protetta sarebbe situata nel Comune di Malesco. 3 mila metri quadrati di terreno, a rischio idrogeologico, e sottoposto a vincolo paesaggistico. Nonostante il divieto di scaricare materiale nella zona però, sono circa 13 mila le tonnellate di rifiuti accumulate dall’azienda.

Per questa ragione il Comune di Malesco ha deciso di adottare un’ordinanza di ripristino. I carabinieri forestali hanno inoltre denunciato il direttore lavori e il capo cantiere per “esecuzione di lavori non autorizzati in zona vincolata e gestione illecita di rifiuti”. A entrambi è stato ordinato di rimuovere i rifiuti e di smaltirli in una discarica. O recuperarli in un impianto autorizzato, qual’ora non fossero eccessivamente contaminati dall’esplosivo.

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L’impresa avrà tempo fino al 30 settembre, dopodiché scatterà il processo penale.

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Il Pirlo delle 6

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