Brescia ha ricordato Giacomo Cazzago, Raimondo Bertoli e Luigi Radaelli, tre cittadini deportati e morti nei campi di concentramento nazisti, con la posa di tre nuove pietre d’inciampo. Martedì 13 gennaio l’artista tedesco Gunter Demnig è tornato in città per dedicare loro le pietre nei luoghi in cui avevano vissuto, restituendo nomi e storie a vite spezzate dalla deportazione.
La mattinata si è articolata in tre momenti successivi, ciascuno dedicato a una delle vittime, con il coinvolgimento delle istituzioni, delle associazioni della memoria e delle scuole.
LE CERIMONIE NEL LUOGO DELLA MEMORIA
La prima posa si è svolta in Piazzale Garibaldi 14, dove è stata collocata la pietra d’inciampo in memoria di Giacomo Cazzago, deportato e morto nel campo di Dachau il 15 aprile 1944. Alla cerimonia hanno partecipato la sindaca di Brescia Laura Castelletti, il vicesindaco Federico Manzoni e una rappresentanza degli studenti dell’IIS Astolfo Lunardi.
In via dei Mille 9 è stata poi posata la seconda pietra, dedicata a Raimondo Bertoli, deportato e morto a Dachau il 21 marzo 1944, alla presenza degli allievi del Canossa Campus.
L’ultima cerimonia si è tenuta in via delle Grazie 44, dove è stata ricordata la figura di Luigi Radaelli, deportato e morto nel campo di Landsberg il 7 gennaio 1945, con la partecipazione degli studenti dell’IIS Astolfo Lunardi.
UN PROGETTO CORALE PER LA CERIMONIA
L’iniziativa è stata promossa da Cooperativa Cattolico-democratica di Cultura, ANED, ANEI, ANPI, Associazione Fiamme Verdi, Commissione Scuola ANPI Dolores Abbiati, Raccolte Storiche dell’Università Cattolica – sede di Brescia e Casa della Memoria, con il sostegno della Fondazione Comunità Bresciana e il patrocinio del Comune di Brescia.









































