È stata smantellata un’organizzazione criminale responsabile di truffe ed estorsioni ai danni di oltre 1.200 donne anziane, con numerose vittime anche a Brescia e in provincia. Dall’alba di oggi la Guardia di Finanza ha eseguito arresti, perquisizioni e sequestri per 2,5 milioni di euro, al termine di una complessa indagine coordinata dalla Procura di Padova.

L’operazione ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di dieci persone, tutte italiane. Cinque di loro sono state raggiunte da misure cautelari: una in carcere, due agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico e altre due con obbligo di dimora e di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.

LE TRUFFE PORTA A PORTA ANCHE NEL BRESCIANO

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo aveva messo in piedi un sistema strutturato di vendite porta a porta mirato quasi esclusivamente a donne ultrasessantenni, spesso sole o in difficoltà economica. Le vittime venivano selezionate attraverso elenchi acquistati da altre società e raggiunte direttamente nelle loro abitazioni.

Anche Brescia figura tra le province colpite. Le anziane venivano convinte – o costrette – ad acquistare articoli per la casa ed elettromedicali, presentati come obbligatori in virtù di presunti contratti sottoscritti anni prima. In caso di rifiuto, gli indagati esercitavano pressioni e minacciavano azioni legali, configurando la condotta estorsiva.

I prodotti, di scarso valore, venivano venduti a prezzi compresi tra 5.000 e 7.000 euro, quasi sempre tramite finanziamenti. In diversi casi le stesse vittime sono state raggiunte più volte nel tempo, con rimodulazioni dei prestiti che hanno fatto lievitare rate e durata dei debiti.

IL GIRO D’AFFARI E I SEQUESTRI

L’indagine è partita da controlli economici che avevano fatto emergere un tenore di vita sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati: auto di lusso, locali esclusivi, acquisti nelle boutique dell’alta moda e noleggio di supercar.
I profitti, generati da ricarichi fino all’800% sui prodotti e dalle provvigioni sui finanziamenti al consumo, sono stati reinvestiti in beni di lusso. Sono ora in corso sequestri di immobili, conti correnti, denaro contante, gioielli, orologi e veicoli, fino a coprire l’intero profitto illecito stimato.

La Guardia di Finanza ha evidenziato come l’operazione abbia consentito di interrompere un sistema che colpiva in modo sistematico le fasce più deboli della popolazione, comprese numerose cittadine bresciane. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.