Chiavi ritirate da cassette automatiche, ospiti mai identificati e strutture senza le autorizzazioni minime di sicurezza. È il quadro emerso dai controlli interforze scattati in tutta la provincia di Brescia per contrastare il fenomeno dell’abusivismo ricettivo.

L’operazione, disposta dal Questore Paolo Sartori in vista dell’afflusso turistico sul territorio, ha coinvolto Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizie Locali e Agenzia delle Entrate. Le verifiche hanno interessato oltre 60 strutture ricettive tra Brescia, Desenzano del Garda, Limone sul Garda, Sirmione e Ponte di Legno.

IL DETTAGLIO DEI CONTROLLI

Il bilancio è pesante: cinque titolari di B&B sono stati denunciati per non aver comunicato alle autorità le generalità degli ospiti, come previsto dal Testo Unico di Pubblica Sicurezza. In diversi casi, all’esterno delle strutture erano state installate le cosiddette key box, dispositivi che permettono l’accesso agli alloggi senza alcun contatto diretto con il gestore, aggirando di fatto l’obbligo di identificazione degli ospiti.

Altri sette proprietari di strutture ricettive sono stati sanzionati per la mancanza delle autorizzazioni previste e per l’assenza dei dispositivi di prevenzione incendi, esponendo così i clienti a seri rischi per la sicurezza.

Secondo quanto emerso dai controlli, l’irregolarità delle “locazioni brevi” non rappresenta solo un problema amministrativo, ma anche una potenziale falla nei sistemi di sicurezza e legalità, soprattutto in territori ad alta vocazione turistica.