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Continua a far discutere la transizione all’idrogeno della linea ferroviaria Brescia-Iseo-Edolo, ribattezzata H2iseO. In queste ore Regione Lombardia ha stanziato nuove risorse, pari a 10 milioni, per l’infrastrutturazione necessaria. Ma a osteggiare il progetto c’è ancora una volta il circolo di Legambiente Basso Sebino.

Il presidente Dario Balotta riporta i dati di un articolo pubblicato da una rivista tedesca di settore, in cui viene posto un punto interrogativo sull’effettiva efficienza energetica dell’idrogeno con risultati definiti “per nulla confortanti” rispetto all’elettrico.

Il metodo definito come più performante è la catenaria, il tradizionale filo aereo, che porta alla ruota il 75% dell’energia utilizzata. Questo grazie al fatto che non necessita di trasformare, nel caso dell’idrogeno, o immagazzinare, nel caso delle batterie, energia per poi rimetterla a disposizione del motore elettrico presente su tutti i sistemi.

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Il questa classifica seguono il sistema misto (catenaria-batterie) con il 63% dell’efficienza e le sole batteria con ricarica ai capolinea con il 56%. Fanalino di cosa l’idrogeno che, stando allo studio, riuscirebbe a portare alla ruota solo il 20% dell’energia utilizzata.

“La soluzione ideale, se a Regione Lombardia interessasse veramente l’ambiente e l’efficienza dell’utilizzo dell’energia e non spendere 160 milioni per 14 nuovi treni che costano il doppio di quelli elettrici – conclude Balotta – doveva essere quella dell’elettrificazione (bastava parziale) della linea dove sarebbe possibile l’utilizzo di treni con pantografo e batterie per i tratti dove non è presente”.

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Il Pirlo delle 6

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