Crespi accende la notte biancazzurra, Vido la chiude: Salernitana ko davanti a 16mila cuori

Un Rigamonti così non si vedeva da anni. Sedicimila anime biancazzurre, un’atmosfera da pelle d’oca e una squadra capace di trasformare il sogno in realtà. La Union Brescia batte la Salernitana e conquista la finale playoff al termine di una serata indimenticabile, trascinata dall’entusiasmo del suo popolo e dalla determinazione degli uomini di Eugenio Corini.

Finisce 2-0, ma il risultato racconta solo in parte la magia vissuta sotto il cielo di Brescia. A decidere la sfida sono Crespi, che apre le danze dopo pochi minuti, e Vido, che nel finale fa esplodere definitivamente lo stadio. In mezzo, una prova di carattere, sacrificio e qualità che manda in estasi il popolo delle rondinelle.

Il Rigamonti spinge le rondinelle: partenza da sogno

L’impatto emotivo della gara è devastante. Il Brescia entra in campo con il fuoco negli occhi e dopo pochi minuti trova subito il vantaggio. Tutto nasce dalla pressione feroce di Zennaro, bravo a sporcare il pallone quel tanto che basta per favorire De Maria. Il cross è immediato, Donnarumma e un difensore campano si ostacolano a vicenda e la palla resta lì, vagante, sulla linea di porta.

Crespi è il più rapido di tutti. Da vero rapace d’area si avventa sul pallone e lo scaraventa in rete facendo esplodere il Rigamonti in un boato assordante. Il VAR controlla, lo stadio trattiene il fiato, poi arriva la conferma: gol valido. Ed è il primo momento di pura follia biancazzurra.

Poco dopo la Salernitana perde Donnarumma, costretto a lasciare il campo per un problema a un dito. I campani accusano il colpo, mentre il Brescia continua a spingere sospinto da un pubblico incessante.

Brescia dominante, la Salernitana fatica a reagire

La squadra di Serse Cosmi prova a rialzare la testa soltanto al 36’, quando Ferraris calcia verso la porta trovando la deviazione di Gori. Sul pallone si avventa Lescano, ma Silvestri salva tutto con una chiusura provvidenziale.

Le rondinelle però danno sempre la sensazione di poter colpire ancora. Lamesta sfiora il gol con un sinistro deviato in angolo e nel finale di primo tempo il Brescia spreca una clamorosa ripartenza tre contro due che avrebbe potuto indirizzare definitivamente il match.

Si va al riposo sull’1-0, con il Rigamonti che applaude una squadra intensa, aggressiva e totalmente dentro la partita.

Corini cambia, il Brescia resiste e poi colpisce ancora

Nella ripresa il copione non cambia. Crespi prova ancora a inventarsi la giocata della serata con una spettacolare sforbiciata che per poco non regala un’altra perla ai tifosi bresciani.

Corini capisce che serve nuova energia e all’ora di gioco ridisegna la squadra inserendo Cisco, Marras e Fogliata. Le mosse del tecnico si rivelano decisive: proprio Cisco e Marras costruiscono una grande occasione, ma Brancoli salva tutto tenendo vive le speranze granata.

Al 78’ il Rigamonti esulta ancora per una rete di Crespi, ma questa volta il VAR spegne la gioia per posizione di fuorigioco.

È solo questione di tempo. Nel finale il Brescia trova il colpo che chiude definitivamente i conti: Cisco parte in campo aperto, accelera e serve un pallone perfetto per Vido, che davanti alla porta non sbaglia. È il gol che fa esplodere lo stadio, la rete che spalanca le porte della finale playoff.

Una città che sogna ancora

Al triplice fischio è festa totale. Giocatori sotto la curva, cori, bandiere e lacrime di gioia. Brescia riscopre il suo amore più grande e si aggrappa a una squadra che sta facendo sognare un’intera città.

La finale ora è realtà. E con un Rigamonti così, tutto sembra possibile.