“Questa riforma porterà sicuramente una maggiore autonomia alla magistratura, nonostante la parte avversa dica esattamente il contrario, ma noi ci basiamo sulle norme che intendono essere che sono oggetto di questo referendum, in particolare l’articolo 104 della Costituzione che prevede chiaramente che sia il giudice che il pubblico ministero saranno autonomi da qualsiasi altro potere, nello specifico il potere esecutivo”.
L’INTERVISTA
“Noi come associazione di penalisti stiamo cercando di trovare un canale comunicativo che sia efficace per portare la cittadinanza più vicina a queste tematiche complesse e che saranno oggetto del referendum, però mantenendoci assolutamente sul piano tecnico per cercare di non spostare il dibattito su questioni che invece non hanno a che fare con queste tematiche”.
“È una riforma che va nel senso di fare in modo che il cittadino possa avere, laddove si trovi implicato in un processo, un giudice effettivamente terzo; e per terzo intendo equidistante sia dal pubblico ministero che lo accusa, sia dalla difesa che appunto sia dall’avvocato che lo difende. Quindi raggiungere una parità di parti effettiva che è finalizzata proprio a far sì che il processo sia più giusto. Non è una riforma che è tesa a rendere il processo più veloce, questo va specificato, è una riforma che va nel senso di rendere il processo più giusto per il cittadino”.










































