La spinta di Giovanni Franzoni non è bastata. Dopo aver firmato il miglior tempo in discesa libera, il gardesano deve archiviare con rammarico la combinata maschile a squadre di Milano Cortina 2026: l’Italia chiude settima, lontana dalle medaglie e con la sensazione di aver lasciato qualcosa per strada.
Il sogno azzurro si è infranto nella manche di slalom, dove Alex Vinatzer non è riuscito a confermare quanto di buono costruito dal compagno. Una prova complicata, che ha fatto scivolare la coppia fuori dalla zona che conta, nonostante il margine prezioso guadagnato nella prima frazione.

LA DISCESA C’ERA, LO SLALOM NO

Resta la prestazione di alto livello di Franzoni, autore di una discesa solida, aggressiva e tecnicamente impeccabile, degna dei migliori interpreti della velocità mondiale. Un segnale incoraggiante, soprattutto in chiave futura, ma che in una gara a squadre perde peso quando manca la continuità nella seconda parte.
Il format della combinata non perdona: basta un passaggio incerto tra i pali per vanificare anche il miglior tempo della libera. Ed è quanto è successo agli azzurri, costretti a un piazzamento di rincalzo che non rispecchia pienamente il valore espresso dal bresciano.

SUL PODIO DOMINA LA SVIZZERA, ORA TESTA AL SUPERG

A festeggiare è la Svizzera, che si prende oro e bronzo. Il titolo va alla coppia formata da Franjo von Allmen e Tanguy Nef, mentre il terzo gradino del podio è occupato da Marco Odermatt e Loic Meillard. In mezzo si inserisce l’Austria con l’argento conquistato dall’esperienza di Vincent Kriechmayr e Manuel Feller.

Per Franzoni, però, non è tempo di voltarsi indietro. Il focus ora si sposta su mercoledì 11 e sul supergigante, dove il bresciano potrà tornare a giocarsi le sue carte migliori. La medaglia non è arrivata, ma la sensazione è chiara: la velocità c’è, la condizione anche. E Brescia continua a crederci.