In base al costo in flessione dell’energia elettrica, A2A ha fatto sapere che i prezzi del teleriscaldamento saranno bloccati anche per altri tre mesi. Una notizia che non può che far contenti gli utenti del teleriscaldamento bresciano, ma Legambiente solleva qualche dubbio.

Innanzi tutto definisce “fuorviante” l’algoritmo per l’aggiornamento delle tariffe proprio poiché lega oltre il 50% del prezzo del calore al costo dell’energia elettrica “il che non ha alcun senso” coomenta Legambiente.

Secondo l’associazione il sistema sarebbe da superare a favore di una normativa nazionale che vada verso il “cost reflective”.

In attesa di questo passaggio, la transizione potrebbe passare attraverso il metodo del costo evitato, secondo la formula Arera, da moltiplicare per un “fattore di riduzione” che tenga conto dell’utilizzo dei rifiuti nella generazione del calore. Il solo costo evitato che collega il prezzo del teleriscaldamento a quello del gas, secondo Legambiente sarebbe un errore o comunque una soluzione sostanzialmente incompleta: nel teleriscaldamento di Brescia infatti, il gas è utilizzato nella produzione del calore solo al 30% su base annua.

Secondo Arera questo metodo di calcolo non sarebbe corretto perché potrebbe generare extraprofitti a favore dei gestori.

“Nonostante il blocco della componente elettrica – dichiarano da Legambiente – nel calcolo del loro algoritmo, le tariffe rispetto a settembre sono già aumentate di oltre l’8,5% e rischiano di aumentare nei prossimi giorni di un altro 10% o più a causa dell’aumento del prezzo del gas nel mese di novembre che verrà reso noto da Arera nei prossimi giorni – concludono – Riteniamo che i clienti del teleriscaldamento vadano tutelati da aumenti ingiustificati e il nostro
impegno nel tavolo tecnico a cui parteciperemo va in questa direzione”.

Il Pirlo delle 6

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