Dopo la morte di un uomo senza fissa dimora trovato in un parco di via Milano, è intervenuta la sindaca Laura Castelletti, che ha richiamato la città alla responsabilità verso chi vive in condizioni di grave fragilità. Una presa di posizione arrivata in seguito a una vicenda che ha riacceso l’attenzione sull’emergenza del disagio adulto a Brescia.

L’uomo, 42 anni, di origine uzbeka e residente in un’altra città, è stato trovato senza vita nella mattinata di venerdì 6 febbraio all’interno di un parco pubblico che si affaccia su via Milano. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 112, pattuglie della Polizia di Stato e della Polizia Locale per gli accertamenti.

La sindaca Laura Castelletti ha commentato l’accaduto:
“Sono profondamente dispiaciuta per la morte di questa persona, avvenuta nella nostra città. Quando una vita si spegne in condizioni di solitudine e fragilità è una ferita per tutta la comunità. Brescia, come altri capoluoghi, è spesso luogo di passaggio per uomini e donne senza fissa dimora, che si fermano per un periodo e poi proseguono il loro cammino. Storie difficili, segnate da problemi economici, sanitari e personali, che rendono ogni situazione diversa e complessa. Questa vicenda ci richiama a una responsabilità precisa, umana prima ancora che istituzionale. Come amministrazione lavoriamo ogni giorno, assieme ai servizi sociali e al terzo settore, per offrire accoglienza, supporto e percorsi di aiuto a chi vive in condizioni di grave fragilità. Non sempre, però, è semplice intercettare o convincere le persone ad accettare un sostegno, dietro ogni scelta ci sono vissuti complicati che vanno rispettati. Questo non riduce il nostro impegno. Al contrario, ci spinge a fare di più, per rafforzare la rete di protezione e per costruire una città capace di non lasciare indietro nessuno”.

L’uomo è risultato conosciuto alle forze dell’ordine come frequentatore abituale di alcuni parchi della zona ed è stato noto anche ai servizi di accoglienza del Comune: nel 2024 ha avuto accesso all’Helpcenter e successivamente a uno dei servizi di bassa soglia.

LA RETE DEI SERVIZI CITTADINI

Il sistema di accoglienza del Comune di Brescia ha messo a disposizione complessivamente 392 posti per persone adulte in situazione di disagio.

Negli ultimi anni il modello è stato fortemente innovato, con un servizio in bassa soglia attivo durante tutto l’anno, superando il concetto di sola “emergenza freddo” e favorendo permanenze più lunghe nelle strutture, utili a costruire percorsi di uscita dalla condizione di grave marginalità.

Sono stati strutturati anche posti in bassissima soglia, accessibili a persone con problematiche attive di dipendenza e con animali da compagnia, oltre a servizi di bassa soglia con primo aggancio educativo, strutture di inclusione sociale con accompagnamento h24 e posti dedicati all’emergenza abitativa.

I PROGETTI PER USCIRE DALLA STRADA

Accanto ai servizi tradizionali, il Comune ha adottato il modello Housing First, metodologia riconosciuta a livello europeo, che prevede l’inserimento diretto in un alloggio delle persone che hanno vissuto a lungo in strada, accompagnate da un’équipe educativa. Dal 2020 al 2025 sono state accolte 18 persone in sette appartamenti messi a disposizione dalla rete di enti coinvolti.

Nei prossimi mesi è prevista anche l’apertura dell’Housing Corridoni, struttura residenziale attualmente oggetto di lavori di riqualificazione, che andrà a completare l’offerta dei servizi cittadini per le persone in condizione di vulnerabilità sociale e grave disagio abitativo.

Attivi inoltre i servizi diurni di inclusione sociale “Stazioni di posta” e il progetto di ambulatorio itinerante di prossimità, con medici e infermieri che raggiungono direttamente i luoghi di accoglienza per portare le cure dove vivono le persone più fragili.