Fedez al Concertone contro Rai e Lega. “Volevano censurarmi”. E pubblica la telefonata
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“Volevano censurarmi e ho faticato, non poco”. Annunciata, sul palco del Concerto va in onda la polemica politica. Fedez dice pubblicamente che la Rai ha tentato fino all’ultimo di censurarlo. E a sostegno della sua critica pubblica la telefonata nella quale la vice direttrice di Rai 3 ed altre persone gli spiega che “quello che vuole fare non fa parte del sistema”.

IL TWEET CON LA TELEFONATA RAI

Che la Rai e gli organizzatori del Concertone volessero vietare a Fedez un intervento a sostegno dei diritti e contro la Lega che al Senato sta bloccando l’approvazione del DL Zan, basta ad innescare una gigantesca polemica politica.

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La direzione di Rai3 conferma di “non aver mai chiesto preventivamente i testi degli artisti intervenuti al concerto del Primo maggio – richiesta invece avanzata dalla società che organizza il concerto – e di non aver mai operato forme di censura preventiva nei confronti di alcun artista. In riferimento al video pubblicato sul suo profilo Twitter da Fedez, notiamo che l’intervento relativo alla vicedirettrice di Rai3 Ilaria Capitani (l’unica persona dell’azienda Rai tra quelle che intervengono nella conversazione pubblicata da Fedez) non corrisponde integralmente a quanto riportato, essendo stati operati dei tagli.

Le parole realmente dette sono: ‘Mi scusi Fedez, sono Ilaria Capitani, vicedirettrice di Rai3, la Rai non ha proprio alcuna censura da fare. Nel senso che… La Rai fa un acquisto di diritti e ripresa, quindi la Rai non è responsabile né della sua presenza, ci mancherebbe altro, né di quello che lei dirà […]. Ci tengo a sottolinearle che la Rai non ha assolutamente una censura, ok? Non è questo […] Dopodiché io ritengo inopportuno il contesto, ma questa è una cosa sua”. Lo riferisce una nota della Rai.

Il commento di Salvini

Sul caso Fedez e Rai3, la “polemica” è “tutta interna alla sinistra”. Lo puntualizza su Twitter il leader della Lega, Matteo Salvini, che ieri aveva auspicato che il rapper non affrontasse dal palco del Concertone del Primo maggio il tema del ddl Zan contro l’omotransfobia. “Artista di sinistra, ‘censori’ di sinistra”, prosegue Salvini per poi concludere: “Viva la musica e la libertà. Aspettiamo che qualcuno paghi e si dimetta. P.s. L’interlocutrice Rai registrata da Fedez era portavoce di Veltroni, sindaco Pd di Roma”.

Le parole del ministro Di Maio

Ogni artista deve avere la possibilità di esibirsi liberamente, esprimendo le proprie idee e mostrando la propria arte, e un Paese democratico non può accettare alcuna forma di censura, ha commentato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. “Conosco Fedez da tempo, oltre ad essere un cantante di grande talento è una persona che in tutto quello che fa ci mette sempre il cuore. Ogni artista deve avere la possibilità di esibirsi liberamente, esprimendo le proprie idee e mostrando la propria arte. La musica è qualcosa di profondo che molto spesso ci permette di capire e affrontare problematiche legate alle persone e alla nostra società. La musica è libertà, trasmette emozioni e ci aiuta a comprendere, analizzare, maturare”, ha scritto Di Maio su Facebook. “Penso che il rispetto sia la cosa più importante e stia alla base di tutto, significa saper accettare le critiche e le idee diverse dalle nostre. E un Paese democratico non può accettare alcuna forma di censura”, ha concluso.

Conte: “Io sto con Fedez”

Anche l’ex presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha affidato ai social la propria posizione: “Io sto con Fedez. Nessuna censura” ha scritto.

L’invito del ministro Patuanelli

Il caso Fedez “ci impone una riflessione, l’ennesima, oltre che un esame di coscienza” ha scritto su Facebook il ministro per le Politiche agricole ed parlamentare M5s, Stefano Patuanelli. “Il Movimento cinque stelle – ha aggiunto- è entrato nelle istituzioni con alcuni grandi obiettivi, molti siamo riusciti a raggiungerli, altri purtroppo sono ancora un miraggio. Uno su tutti: una vera legge sul conflitto d’interessi e una profonda, forse drastica, riforma del sistema dell’informazione italiano, a partire dalla Rai. Abbiamo il dovere di ridimensionare il potere della politica, che ancora oggi controlla e influenza le più importanti aziende editoriali del Paese”.

Il commento di Letta

Sull’argomento è intervenuto anche il segretario del Partito democratico, Enrico Letta, ai microfoni de “Il Caffè della domenica” su Radio24: “Ci aspettiamo tutti parole chiare dalla Rai, parole di scuse, voglio ringraziare sinceramente Fedez per parlare di temi come l’omotransfobia. E’ lo sforzo che faccio da settimane con molta difficoltà. Ci occupiamo di pandemia e riaperture, ma questo non vuol, dire che non si debbano fare battaglie per i diritti come lo Ius soli e il ddl Zan. Condividiamo in pieno le parole molto forti di Fedez di ieri”, ha sottolineato Letta.

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Il Pirlo delle 6

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