La presenza di lupi e orsi nel territorio bresciano è ormai strutturata, ma resta sotto controllo. Il report 2025 della Polizia Provinciale restituisce una fotografia chiara: animali diffusi su gran parte della provincia, monitoraggio costante e criticità contenute.

Le segnalazioni, raccolte durante tutto l’anno, raccontano un territorio attraversato da grandi carnivori tra montagne, valli e in alcuni casi anche pianura. Avvistamenti, tracce e predazioni sono stati verificati con sopralluoghi, fototrappole e analisi genetiche.

ORSI

Nel corso del 2025 sono arrivate 89 segnalazioni legate all’orso bruno, distribuite lungo tutta la fascia montana, dall’Alto Garda alla Valle Camonica. I controlli hanno portato all’identificazione genetica di sei esemplari maschi.

Le presenze si sono concentrate in particolare tra Val Sabbia, Valle del Caffaro, Val Trompia e alta Valle Camonica. In queste aree si sono registrati anche gli episodi di danno: undici in totale, tra attacchi ad animali da reddito, pollai, apiari e strutture.

Il caso più delicato si è verificato tra Bagolino e Breno, dove in poco tempo sono stati uccisi otto asini. Un comportamento anomalo, con carcasse quasi non consumate, che ha portato all’attivazione di misure preventive e alla raccolta di campioni genetici. Dopo l’estate, episodi simili non si sono più ripetuti.

Non risultano segnalazioni di femmine con cuccioli, ma gli spostamenti registrati indicano un’espansione dell’areale verso il territorio bresciano.

LUPI

Più articolata la situazione del lupo, con presenze diffuse e ormai consolidate. In Valle Camonica sono attivi due branchi riproduttivi nell’area del Parco Nazionale dello Stelvio, a cui si è aggiunto nel 2025 un nuovo branco in Val Grigna.

Le verifiche sul campo, tra fototrappole e analisi genetiche, hanno confermato la riproduzione dei branchi già noti e la formazione del nuovo gruppo, composto da due adulti e un cucciolo.

Accanto ai branchi stabili, sono stati rilevati numerosi esemplari in dispersione, con segnalazioni che hanno interessato anche la pianura. A sud di Brescia è stata osservata una coppia lungo il fiume Mella, mentre un’altra è stata individuata nell’area del Baremone.

Nel corso dell’anno si sono registrati 25 episodi di predazione, quasi tutti a carico di ovicaprini. Gli attacchi si sono concentrati nelle aree montane e, secondo il report, hanno riguardato in gran parte allevamenti non adeguatamente protetti.

Per questo è proseguito il lavoro delle squadre specializzate nella prevenzione, con supporto diretto agli allevatori e distribuzione di recinzioni elettrificate.

Un solo incidente stradale ha coinvolto un lupo: è avvenuto a febbraio a Desenzano.

Nessuna presenza accertata, infine, per lince e sciacallo dorato.