All’alba di sabato 18 aprile i fondali del porto Mauro Melzani di Salò finiranno sotto osservazione. Non per un’emergenza, ma per una vera e propria operazione di “bonifica” ambientale: venti subacquei pronti a scendere in acqua per riportare alla luce ciò che negli anni è stato abbandonato sul fondo del Lago di Garda.
L’intervento straordinario, organizzato con l’Apnea Club Brescia, trasformerà per alcune ore il porto in un cantiere silenzioso, dove ogni immersione potrà rivelare una sorpresa. E non sempre piacevole.
RICERCA NEI FONDALI
Dalle 8.30 alle 13, i sub lavoreranno in squadra per recuperare rifiuti e oggetti ingombranti nascosti sotto la superficie. Accanto a loro, una decina di volontari coordinerà le operazioni a terra.
Non è la prima volta che i fondali del Garda raccontano una storia di incuria. In interventi simili, gli operatori hanno già riportato alla luce di tutto: bottiglie, copertoni, fino a biciclette finite sott’acqua chissà come.
Per permettere lo svolgimento in sicurezza, l’accesso al porto sarà temporaneamente interdetto alla navigazione.
IL CUORE DEL PORTO
Il porto Mauro Melzani, realizzato nel 2004, rappresenta uno dei punti nevralgici della vita sportiva e nautica di Salò. Qui ha sede la Società Canottieri Garda Salò, attiva dal 1891 e punto di riferimento per centinaia di atleti.
La struttura ospita posti barca, aree per il rimessaggio e attività sportive che spaziano dalla vela al canottaggio, fino ai camp estivi per ragazzi. Un luogo simbolo, che proprio per questo viene oggi messo al centro di un’azione concreta di tutela ambientale.
L’obiettivo è chiaro: restituire al lago un tratto di fondale più pulito e, allo stesso tempo, accendere i riflettori su un problema spesso invisibile.
























































