L’Union Brescia prepara la sfida di domenica 29 aprile al Rigamonti contro la Dolomiti Bellunesi, gara valida per la 37ª giornata di Serie C. Alla vigilia, il tecnico Eugenio Corini ha analizzato il momento della squadra, tra segnali di crescita e dettagli ancora da sistemare.

MENTALITÀ

“Quando vuoi crescere, vuoi indirizzare un’idea, devi andare oltre quelle che sono le situazioni che vanno a compromettere un risultato”, ha detto Corini. “Nella valutazione che ho fatto con voi in post-gara penso di aver parlato in maniera importante di tutte quelle che sono state le cose che secondo me ci hanno permesso di vincere una partita che anche riguardandola e analizzandola avevamo creato le premesse per farlo”.

“Parlo del fatto che siamo riusciti a fare quello, nonostante occasioni importanti create, alcune potenzialmente altrettanto importanti, che qualche decisione non sia andata nel verso in cui doveva andare”, ha spiegato il tecnico biancoazzurro.

CONTROLLO

“Io se voglio far crescere la mia squadra, i miei giocatori, devo concentrarmi sulle cose che noi possiamo controllare ed è questo il lavoro che ho fatto con i ragazzi”, ha aggiunto Corini. “A parte analizzarla dal punto di vista tecnico-tattico, ma proprio di crescita dal punto di vista mentale nel capire quanto sia importante reggere la frustrazione in certi momenti”.

“In cui non ti viene dato qualcosa che pensi di meritare e soprattutto questo quando accade non deve far sì che la squadra si nervosisca e perda lucidità, che è quello che poi in certi momenti fa la differenza”.

DETTAGLI

“Dunque noi dobbiamo lavorare sulle cose che possiamo migliorare, sulle cose che possiamo e dobbiamo controllare, su questo c’è un lavoro continuo che stiamo facendo”, ha concluso Corini. “Il grande rammarico è che in queste ultime partite c’è stata una crescita, secondo me, della squadra nell’avere recuperato i giocatori, nell’averli almeno alcuni condizionati nella maniera giusta, nell’avere un’idea ben precisa di quello che dobbiamo fare in campo. Ma su alcuni dettagli ancora lasciamo delle cose che poi vanno a condizionare il risultato”.

L’INTERVISTA