Per la prima volta a Brescia una commissione consiliare non è stata autorizzata a entrare in carcere. La Commissione Servizi alla persona del Comune si è vista negare l’accesso alla casa circondariale cittadina, dove era prevista una seduta istituzionale. Il Partito Democratico parla di un episodio grave, che colpisce la trasparenza e il controllo democratico su uno dei luoghi più critici della città.
La seduta avrebbe dovuto svolgersi come ogni anno all’interno del carcere, in occasione della presentazione della relazione della Garante dei detenuti, alla presenza delle istituzioni cittadine. Stavolta, però, l’autorizzazione non è arrivata, nonostante la richiesta formale e le finalità istituzionali dell’iniziativa.
LO STOP ALL’INGRESSO IN CARCERE
Il diniego ha riguardato la seduta prevista nella casa circondariale Nerio Fischione, conosciuta come Canton Mombello. Secondo il Partito Democratico, si tratta di una decisione che impedisce a una rappresentanza democratica eletta – composta da esponenti di maggioranza e opposizione – di svolgere un compito fondamentale: ascoltare le istanze delle persone detenute e verificare direttamente le criticità più volte segnalate, a partire dal sovraffollamento.
Il caso bresciano segue un precedente recente: a gennaio, al Consiglio comunale di Modena era stato negato l’accesso alla casa circondariale di Sant’Anna, con un’iniziativa già programmata e poi annullata all’ultimo momento. Un segnale che, secondo il Pd, va oltre il singolo episodio.
LA REAZIONE POLITIVA E L’INTERROGAZIONE
Per il Partito Democratico l’ingresso delle commissioni consiliari nelle strutture detentive non è un atto simbolico, ma un esercizio di responsabilità istituzionale. Il carcere, viene sottolineato, è parte integrante della città e deve restare accessibile al controllo democratico, soprattutto alla luce delle condizioni critiche segnalate negli ultimi anni: carenze di organico, difficoltà nei percorsi trattamentali, problemi strutturali e un picco di suicidi registrato nel 2025 tra detenuti e personale penitenziario.
Il senatore Alfredo Bazoli, capogruppo dem in Commissione Giustizia, ha annunciato la presentazione di un’interrogazione parlamentare per chiedere chiarimenti al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e al ministro Nordio sulle motivazioni del diniego.
Il Pd ha annunciato che continuerà il presidio politico e istituzionale sul tema, rivendicando una giustizia trasparente, il rispetto dei diritti delle persone detenute e un modello di pena orientato al reinserimento, non solo alla funzione punitiva.







































