Non si era accontentato del primo colpo. È tornato nello stesso negozio e ha tentato un nuovo furto, spingendo a terra una cassiera pur di scappare. La fuga, però, è durata pochi minuti: gli agenti della Polizia di Stato lo hanno bloccato e arrestato nel cuore della città.

Protagonista un 34enne tunisino, senza fissa dimora e irregolare sul territorio nazionale, già noto alle forze dell’ordine per numerosi precedenti. L’uomo è finito in manette dopo un intervento scattato in seguito a una segnalazione al numero di emergenza 112 per un furto in atto all’interno del punto vendita Tigotà di corso Mameli.

IL COLPO

Secondo quanto ricostruito, il 34enne si aggirava tra gli scaffali con atteggiamento sospetto. Dopo aver preso diversi prodotti per l’igiene personale, li ha nascosti nello zaino e ha tentato di uscire senza pagare. La direttrice del negozio, accortasi della situazione, ha immediatamente lanciato l’allarme, fornendo una descrizione dettagliata del sospetto.

Le pattuglie in zona si sono attivate subito, mentre il ladro cercava di far perdere le proprie tracce dirigendosi verso largo Formentone.

LA FUGA E L’ARRESTO

Poco dopo, gli agenti hanno individuato un uomo corrispondente alla descrizione mentre usciva nuovamente dal negozio di corsa. Nel tentativo di guadagnarsi la fuga, ha spinto violentemente a terra una cassiera, per poi salire su una bicicletta e allontanarsi.

La corsa è però finita in breve tempo. I poliziotti lo hanno raggiunto e bloccato, trovandolo ancora in possesso della merce rubata, poi restituita al punto vendita.

Condotto in Questura e identificato tramite banca dati, è emerso che utilizzava diversi alias e che aveva numerosi precedenti, anche per reati contro il patrimonio e resistenza a pubblico ufficiale. Al termine degli accertamenti è stato arrestato con le accuse di tentata rapina impropria, furto e soggiorno illegale.

L’ESPULSIONE

Considerata la pericolosità del soggetto, il Questore Paolo Sartori ha disposto un ordine di allontanamento dal territorio nazionale. L’uomo verrà espulso dall’Italia e rimpatriato nel suo Paese d’origine una volta terminato l’iter giudiziario e la detenzione.