
Non è una novità per Brescia ma certo è la ripartenza di un progetto che ha visto la nostra città pioniera nella Giustizia Riparativa che nel 2008 era riservata solo ai minorenni come “centro di mediazione penale minorile”.
CHE COSA È LA GIUSTIZIA RIPARATIVA?
È l’incontro tra la vittima di un reato e l’autore dello stesso con la “mediazione” di una figura professionale adeguatamente formata, un “mediatore”, appunto.
È totalmente volontario e non può essere imposto. “È importante – ha sottolineato Giovanna Di Rosa, Presidente della Corte d’Appello di Brescia – perché restituisce alla collettività una persona consapevole del male che ha fatto. Dall’altra parte la vittima si sente ascoltata e questo lenisce il suo dolore”
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CHI PUO’ ACCEDERE ALLA GIUSTIZIA RIPARATIVA?
L’accesso è aperto a tutti in qualsiasi stato e grado del procedimento penale, nella fase esecutiva della pena, dopo l’esecuzione, all’esito di una sentenza. Nessun reato è escluso dal efferato al meno grave”
NON È UNA PENA ALTERNATIVA
La Giustizia Riparativa non è una “pena alternativa”, non ha nulla a che fare con il giudizio o l’espiazione di una condanna. Viaggia parallelamente a questo. “È un’occasione di pacificazione – ha sottolineato la Presidente della Corte d’Appello di Brescia – per la vittima e per l’autore del crimine”.
I FONDI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Il Centro per la Giustizia Riparativa è finanziato dal Ministero della Giustizia con 240 mila euro all’anno. Per ora garantiti tre anni ma è già sicuro il proseguimento oltre questo arco temporale.
Il budget copre i costi dei 6 mediatori penali, dei mediatori culturali (e interpreti), della sede, di proprietà della Provincia di Brescia.





















































