Un appuntamento fissato sui social si è trasformato in una rapina aggravata con minacce e bonifici estorti. Quattro cittadini pakistani sono finiti in manette nella Bassa Bresciana al termine di un’indagine lampo condotta dai Carabinieri della Compagnia di Verolanuova. Due di loro erano già stati arrestati nelle ore successive ai fatti, mentre altri due sono stati raggiunti da un secondo fermo alcuni giorni dopo.
Secondo quanto ricostruito dai militari, tutto sarebbe iniziato nella notte tra il 25 e il 26 aprile, quando un uomo ha contattato il 112 raccontando di essere stato vittima di una rapina all’interno di uno stabile della Bassa Bresciana.
La vittima avrebbe raggiunto l’abitazione dopo aver fissato un incontro con un giovane conosciuto tramite social network. Una volta arrivato nell’appartamento, all’ottavo piano del palazzo, la situazione sarebbe però degenerata in pochi istanti.
L’AGGRESSIONE
L’uomo sarebbe stato bloccato da un secondo soggetto armato di coltello da cucina. Sotto minaccia, i due avrebbero tentato di farsi consegnare il denaro contante che aveva con sé. Di fronte al rifiuto, la vittima sarebbe stata costretta a effettuare un bonifico istantaneo da 500 euro verso un conto indicato dagli aggressori.
Incassata la somma, i due si sarebbero allontanati intimando all’uomo di non denunciare quanto accaduto.
Le indagini dei Carabinieri sono partite immediatamente. I militari hanno acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, riuscendo a ricostruire gli spostamenti dei sospettati e a restringere il campo ad alcuni appartamenti dello stabile.
Nella tarda mattinata del 27 aprile i due presunti responsabili, un 19enne e un 34enne pakistani, sono stati individuati all’interno di un appartamento dove erano ospiti di un connazionale.
Alla vista dei militari avrebbero tentato di scappare lungo le scale del palazzo, ma sono stati bloccati poco dopo.
LE INDAGINI
Durante le perquisizioni i Carabinieri hanno sequestrato il coltello ritenuto utilizzato durante la rapina, circa 600 euro in contanti e alcuni vestiti compatibili con quelli ripresi dalle telecamere di sorveglianza.
Nello stesso contesto un terzo cittadino pakistano era stato inizialmente denunciato per ricettazione perché trovato in possesso della carta utilizzata per ricevere il bonifico. Il proprietario dell’appartamento era invece stato denunciato per favoreggiamento.
Per i primi due indagati è scattato il fermo per rapina aggravata e porto abusivo di oggetti atti ad offendere. Entrambi sono stati trasferiti nel carcere di Brescia, dove il gip ha successivamente convalidato il fermo disponendo la custodia cautelare in carcere.
Le indagini però sono proseguite. Il 30 aprile i Carabinieri hanno eseguito un nuovo fermo nei confronti degli altri due pakistani, ritenuti coinvolti nell’organizzazione dell’estorsione e nel successivo prelievo del denaro.
Secondo gli investigatori, gli elementi raccolti avrebbero evidenziato un ruolo attivo dei due uomini nella pianificazione del raggiro e nella gestione della somma ottenuta con le minacce. Gli inquirenti hanno inoltre contestato il concreto pericolo di fuga.
Anche loro sono stati portati nel carcere di Brescia a disposizione dell’autorità giudiziaria.






















































