Giovani Malagò è il nuovo Presidente della Federcalcio. L’ex numero uno del CONI è stato eletto con il 68,8% dei voti dall’assemblea Figc ottenendo 343,084 preferenze conbtro 145,036 del suo avversario Giancarlo Abete.

“Da solo non posso fare nulla, ma con voi posso fare tutto. Questo senso di responsabilità è veramente profondo e emozionante” – sono state le prime parole di Malagò, che è intenzionato a replicare il modello portato nel Coni che ha permesso all’Italia di ottenere il record di medaglie alle Olimpiadi di Parigi.

Le dichiarazioni di Giuseppe Pasini

Anche il Presidente di Union Brescia, Giuseppe Pasini, ha commentato l’esito delle elezioni federali che hanno visto trionfare Giovanni malagò. Il patron biancoazzurro ha colto l’occasione per fare una riflessione più ampia sullo stato di salute del calcio italiano e sulle riforme necessarie per dare inizio a un “rinascimento calcistico” della nostra penisola. Queste le parole che ha rilasciato all’ufficio stampa di Union Brescia:

«Desidero rivolgere a Giovanni Malagò le mie congratulazioni per l’elezione alla presidenza della FIGC e i migliori auguri di buon lavoro. Il calcio italiano ha bisogno di una visione chiara e di scelte coraggiose. Oggi più che mai servono interventi concreti sulle politiche fiscali, sulle infrastrutture sportive e sul sostegno ai club, affinché le società possano programmare e investire nel lungo periodo

«In particolare, ritengo fondamentale un piano strutturato per i settori giovanili e per la realizzazione o l’ammodernamento dei centri sportivi. Se vogliamo far crescere i nostri talenti e tornare competitivi ai massimi livelli, dobbiamo creare le condizioni affinché ragazzi e ragazze possano formarsi in strutture moderne, adeguate e accessibili. Questo non è un interesse esclusivo del calcio, ma un investimento sul futuro del Paese.»

«Lo Stato deve partecipare attivamente a questo percorso. Il calcio rappresenta una delle principali industrie italiane dello sport, genera occupazione, indotto, fiscalità e importanti entrate per le casse pubbliche. Per questo è necessario un rapporto di collaborazione più stretto tra istituzioni e movimento calcistico, superando logiche che troppo spesso hanno visto il calcio soltanto come un soggetto da cui attingere risorse.»

«Allo stesso tempo, sarebbe un errore attribuire tutte le responsabilità della crisi del calcio alla politica. Anche il nostro sistema deve fare autocritica e assumersi le proprie responsabilità. Mi auguro che sotto la guida di Malagò si possa aprire una stagione nuova, caratterizzata da una maggiore unità d’intenti tra tutte le Leghe e le componenti federali. Oggi servono meno personalismi e più capacità di lavorare insieme per obiettivi comuni.»

«Il calcio italiano dispone di competenze, passione e potenzialità straordinarie. Per trasformarle in risultati occorrono però coesione, programmazione e una visione condivisa. È questo l’augurio che rivolgo al nuovo presidente federale e a tutto il movimento.»