“Perchè Dedalus, una cooperativa napoletana? Abbiamo bisogno delle risposte per capire se i soldi pubblici dei bresciani vengono spesi a una cooperativa che sta lontano 600 chilometri di distanza dalla nostra città per interesse personale oppure per la loro qualità”.

Il centro destra in Loggia “non molla la presa” sull’Assessora Anna Frattini per quella che possiamo riassumere come “vicenda Dedalus”.

A nulla sono valse le spiegazioni dell’Assessora stessa con una nota e, con un’intervista esclusiva ad Èlive dove ha spiegato che l’iniziativa “Ti Candido” e la Cooperativa Dedalus sono due percorsi paralleli che non si incontrano.
Ma il centro destra tira dritto con la richiesta di discussione in Commissione e nel prossimo Consiglio Comunale di fine giugno dove ha depositato un’interrogazione.

«Quello che è emerso sulla stampa nazionale e poi ripreso da quella locale è, a nostro avviso, molto grave e necessita di chiarimenti», spiega Carlo Andreoli, segretario cittadino di FdI e Consigliere Comunale in Loggia. «Vogliamo capire perché sia stata scelta una cooperativa di Napoli e quali siano state le motivazioni alla base di questa decisione».

RICHIESTA DI DIMISSIONI? SI, NO. FORSE

Sul tema dimissioni il centro destra, per voce di Carlo Andreoli, al microfono di Èlive sembra un po’ confuso. O forse non vuole annunciare una decisione già presa senza aver ascoltato la diretta interessata in Commissione e in Consiglio

CARLO ANDREOLI A ÈLIVE

Nel mirino c’è il rapporto tra l’assessora Frattini e Andrea Morniroli, figura di riferimento della cooperativa Daedalus e del Forum Disuguaglianze e Diversità.
«Abbiamo bisogno di risposte per capire se i soldi pubblici dei bresciani sono stati affidati a una cooperativa distante oltre 600 chilometri dalla nostra città per ragioni legate alla qualità del progetto oppure per altri motivi», ripete Andreoli.

Un altro elemento evidenziato riguarda l’attività della cooperativa. «Daedalus opera sostanzialmente a Napoli e Brescia rappresenta l’unica eccezione. Anche per questo vogliamo comprendere meglio la scelta effettuata dall’amministrazione».

«L’assessora parla di un progetto pilota unico in Italia, ma noi ci chiediamo se per affrontare il problema delle baby gang siano bastati due incontri online, due in presenza e alcune giornate di lavoro svolte a Napoli per un costo complessivo di 10 mila euro».

MA IL DISAGIO SOCIALE E IL FENOMENO “MARANZA” È STATO RISOLTO O NO IN PIAZZA VITTORIA?

Alla domanda diretta, Carlo Andreoli non può negare che la situazione emergenziale denunciata all’epoca dell’incarico alla Dedalus sia stata risolta.
«Il disagio giovanile resta un problema. Se oggi la situazione è diversa rispetto a qualche mese fa, – ribadisce Andreoli – è soprattutto grazie all’intervento delle forze dell’ordine e all’aumento della presenza dello Stato sul territorio».

Logica conseguenza sarebbe dedurre che nelle zone tanto denunciate dal centro destra per problemi di sicurezza e immigrazione, vedi via Milano, “l’assente” è lo Stato. Non il Comune