
I giovani extracomunitari non praticano sport, nelle famiglie “sportive” anche i figli sono più “sportivi” e a Brescia si pratica più sport rispetto ad altre città.
E quanto è emerso nell’indagine commissionata dall’Assessorato allo Sport del Comune di Brescia.
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Il sondaggio ha raccolto 9.726 questionari, coinvolgendo studenti, famiglie, insegnanti, sportivi, tecnici, allenatori, dirigenti di società, universitari e praticanti paralimpici. Un campione ampio, che restituisce una fotografia dettagliata dello sport cittadino e dei bisogni del territorio.
I numeri confermano una forte propensione alla pratica sportiva. A Brescia fa sport il 79,6% dei bambini sotto gli 11 anni, il 75,5% dei ragazzi tra i 12 e i 14 anni, il 65,6% dei giovani tra i 15 e i 19 anni e il 56,4% degli adulti sopra i 19 anni. Percentuali superiori alle medie nazionali e considerate un segnale della vitalità del sistema sportivo locale.
I NUMERI
L’indagine, avviata nell’autunno del 2025, nasce come percorso di ascolto in vista delle future politiche sportive cittadine. L’obiettivo era capire quanto e come Brescia si muove, quali siano gli ostacoli alla pratica sportiva e quali interventi vengano ritenuti prioritari da cittadini, famiglie e società.
Tra gli elementi più chiari emerge il peso del contesto familiare. Quando almeno un genitore pratica sport, aumenta in modo significativo la probabilità che anche i figli siano sportivamente attivi. Al contrario, nei nuclei meno interessati allo sport, la partecipazione dei più giovani tende a ridursi.
Per bambini e ragazzi il primo motivo che spinge a fare sport resta il divertimento. La dimensione agonistica e competitiva arriva dopo. Il principale ostacolo, invece, è la mancanza di tempo: una difficoltà indicata sia da chi ha smesso di praticare attività sportiva sia da chi non ha mai iniziato.
SCUOLA E GIOVANI
Il sondaggio mette in evidenza anche un altro aspetto: praticare sport non significa sottrarre tempo allo studio. Secondo i dati raccolti, gli studenti sportivi non dedicano meno ore ai compiti rispetto ai coetanei sedentari.
La differenza più marcata riguarda invece l’uso di dispositivi elettronici, social network e videogiochi. Il tempo trascorso davanti agli schermi risulta più alto tra chi non pratica sport.
Famiglie, società sportive e tecnici condividono inoltre una visione dello sport come strumento educativo. Dai genitori arriva soprattutto la richiesta che allenatori e istruttori aiutino i ragazzi a crescere nel rispetto delle regole, dei compagni, degli avversari e dell’ambiente sportivo. Il risultato agonistico, per la maggioranza degli intervistati, non è la priorità principale.
GLI IMPIANTI
Il tema delle strutture è uno dei punti più forti dell’indagine. Praticanti, società, tecnici e cittadini chiedono impianti più moderni, meglio distribuiti e più accessibili.
Le società sportive segnalano la necessità di avere più spazi, una gestione più efficiente degli orari e una maggiore capienza. Tecnici e dirigenti sottolineano anche l’importanza della manutenzione ordinaria, da affiancare agli interventi straordinari.
Il Comune, sul fronte degli impianti esistenti, ha già previsto un programma di interventi per qualificare e ammodernare le strutture. Guardando invece alle nuove infrastrutture, i cittadini indicano due priorità: aree fitness libere e attrezzate per lo sport all’aperto e nuove palestre multifunzionali per le attività indoor.
INCLUSIONE
L’indagine dedica spazio anche allo sport per le persone con disabilità. La priorità indicata dagli intervistati è la presenza di professionisti specializzati nella pratica paralimpica all’interno delle strutture e delle società sportive.
A questa esigenza si aggiungono l’eliminazione delle barriere architettoniche, il miglioramento della segnaletica e servizi più adeguati. Lo sport, secondo il quadro emerso dal sondaggio, viene quindi percepito non solo come attività fisica, ma anche come strumento di inclusione concreta.
LE PRIORITÀ
Dalle risposte raccolte emergono alcune linee di intervento molto chiare: sviluppare aree attrezzate per la pratica libera, sostenere economicamente le famiglie più fragili, rafforzare il rapporto tra scuola e mondo sportivo e favorire una migliore conciliazione tra tempi di vita, lavoro e attività fisica.
Un altro punto riguarda l’orientamento multisportivo per bambini e ragazzi, con la possibilità di conoscere discipline diverse grazie a impianti moderni, accessibili e distribuiti sul territorio.
I risultati del sondaggio saranno ora discussi in momenti partecipativi dedicati ai principali soggetti coinvolti, a partire dal mondo dello sport e dalla scuola. L’obiettivo sarà approfondire i dati, raccogliere proposte e costruire risposte praticabili.
Il percorso assume un valore ulteriore anche alla luce della candidatura di Brescia a Città europea dello sport. L’indagine “Brescia si muove, con te, ancora di più!” diventa così una base di lavoro per definire una strategia sportiva cittadina più vicina ai bisogni di persone, famiglie e realtà sportive del territorio.


















































