Società benefit, ancorata alla città nello Statuto, ogni socio potrà avere al massimo il 5%, un Consiglio di Amministrazione in carica per 3 anni e, primo obiettivo dichiarato: salire in A2, subito.
È Leonessa Brescia, la squadra della pallacanestro cittadina che riparte dalla serie B1 ma con profonde radici legate alla città. Non ci sarà “un proprietario” ma sarà tutta la città ad essere “proprietaria” della squadra con un’azionariato diffuso e aperto a tutti.
UN CDA IN CARICA TRE ANNI
Anche la Governance è ben chiara: un CdA in carica 3 anni, eletto dai soci che avrà chiari compiti di mandato. E questo primo CdA, guidato da Graziella Bragaglio con il suo vice Enrico Zampedri il mandato chiaro ce l’ha: campionato di vertice e subito in A2.
Zampedri è prudente, è l’uomo della “sostenibilità” e mette sul tavolo la A2 già dal prossimo anno ma poi, qualche anno di assestamento prima di pensare alla A1. Questione di sostenibilità economica.
A2A C’È, ED È IN GRADO DI SOSTENERE UNA A1
A2A conferma il suo impegno ad imprimere il suo logo sulle maglie come “title sponsor” e il suo Ad, Renato Mazzoncini, pigia sull’acceleratore: “A2A è in grado di sostenere una squadra in A1”.
IL NOME SCELTO IN UN CONTEST
“Leonessa Brescia” non è il nome “calato dall’alto”, scelto dal CdA. È il nome emerso in un contest e scelto dai tifosi che ha nettamente sbaragliato altri nomi come “Basket Brescia”. La volontà è quella di mettere al centro del progetto la Leonessa, partendo dal nome.
E, parlando di nomi, appena tutte le formalità saranno espletate, la pallacanestro cittadina si chiamerà A2A Leonessa Brescia.






















































