Un tavolo comune, un tavolo interistituzionale, come si dice tecnicamente, bipartisan, che coinvolga Comune di Brescia, Amministrazione Penitenziaria, Dap, Ministero della Giustizia, ma non solo perchè i Ministeri coinvolti sarebbero anche altri, come il Mit, Ministero delle Infrastrutture.

Il rischio, vero, è che senza questo tavolo, il Ministero proceda con la realizzazione del nuovo carcere ma sul quel “vecchio progetto” che tutti (o quasi) hanno detto essere totalmente inadeguato. Quel progetto che vede la realizzazione del nuovo Carcere all’interno dell’attuale Verziano, cancellando quei preziosi spazi esterni che sono una peculiarità alla quale non è possibile rinunciare.

Del resto, fanno sapere da Roma, il Ministero ha messo i soldi sull’unico progetto di realizzazione del nuovo carcere. E non ha alternative.

Il progetto di espansione esterna al Carcere di Verziano con l’utilizzo delle aree circostanti al momento è solo un “desiderata” di tutti. Ma le aree, a parte la destinazione a carcere, sono in questo momento dei privati e non nelle disponibilità del Comune di Brescia che non può, del resto acquisirle, senza un “impegno formale” del Ministero e dell’Amministrazione Penitenziaria ad utilizzarle per costruire il “nuovo” Canton Mombello.

Un ginepraio, un cane che si morde la coda, non di facile soluzione. Senza contare che, nella partita entra anche la futura destinazione della struttura che ospita ora il Nerio Fischione.


LO “SBLOCCO” DELLA LOGGIA

Un ginepraio che la Loggia sembra decisa a sbloccare prendendo l’iniziativa di creare un tavolo bipartisan con il coinvolgimento dei deputati bresciani per portare tutti gli attori al confronto, ribadire il suo impegno e definire impegni e competenze di tutte le strutture e istituzioni coinvolte nell’obiettivo di dare a Brescia un carcere moderno, al passo con i tempi e che risolva il problema in modo definitivo invece che crearne uno nuovo.

E anche per i deputati bresciani sarebbe buona cosa per tutti viaggiare nella stessa direzione, visto che al momento, qualcuno sembrerebbe orientato alla conservazione del “vecchio progetto” bocciato però da tutti coloro che lavorano e si occupano di carcere, a partire dalla direttrice del Nerio Fischione e di Verziano.