Un sequestro preventivo, ad opera della Guardia di Finanza di Brescia, per oltre 21 milioni di euro è in corso nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Brescia. Il provvedimento, riguarda un intermediario finanziario con sede a Milano, attualmente in amministrazione straordinaria, e una società bresciana operante nel settore della consulenza finanziaria.

TRE FINANZIAMENTI OTTENUTI CON LA GARANZIA DEL MEDIOCREDITO CENTRALE

È la “fase 2” di un’inchiesta che già nel novembre 2024 aveva portato all’applicazione di misure cautelari personali e reali nei confronti dell’amministratore della società bresciana.
Secondo quanto emerso, l’imprenditore avrebbe ottenuto con modalità irregolari tre finanziamenti garantiti dal Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese, gestito da Mediocredito Centrale.

Gli accertamenti successivi hanno evidenziato che i prestiti erano stati concessi da un istituto di credito milanese specializzato nell’erogazione di finanziamenti assistiti da garanzie statali. Si tratta di strumenti previsti dalla legge 662 del 1996, destinati a sostenere lo sviluppo delle PMI attraverso garanzie pubbliche.

Nel corso delle indagini, la Guardia di Finanza ha effettuato perquisizioni nella sede dell’istituto di credito e ha esteso le verifiche ad altri finanziamenti analoghi, individuando complessivamente 370 operazioni per un valore totale di oltre 411 milioni di euro.

Alla luce di questi elementi, la Procura ha avviato accertamenti anche sulla possibile responsabilità amministrativa dell’istituto bancario ai sensi del decreto legislativo 231 del 2001, ipotizzando che carenze organizzative e nei sistemi di controllo possano aver agevolato le condotte contestate.

Dagli elementi raccolti emergerebbe un danno già accertato e uno potenziale nei confronti di Mediocredito Centrale e, quindi, dello Stato. Il danno effettivo, relativo alle garanzie già escusse, è stimato in circa 4,2 milioni di euro. Ulteriori 17 milioni sono stati sottoposti a sequestro per evitare l’attivazione di nuove garanzie.

Secondo gli investigatori, l’analisi del modello organizzativo della banca e gli esami forensi sui dispositivi sequestrati avrebbero evidenziato criticità sistemiche nei controlli interni, sia nella valutazione del merito creditizio sia nell’applicazione delle normative antiriciclaggio, attribuite in particolare a carenze strutturali nell’organizzazione.

Sulla base dei risultati dell’indagine, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brescia ha disposto il sequestro preventivo – anche per equivalente – di circa 4,2 milioni di euro nei confronti dell’istituto bancario milanese e di circa 470 mila euro nei confronti della società di consulenza finanziaria bresciana.

Contestualmente è stato disposto anche il sequestro preventivo “impeditivo” dei crediti vantati dalla banca milanese nei confronti di Mediocredito Centrale, per un valore di circa 17 milioni di euro, relativi a finanziamenti concessi a nove società tramite l’intermediazione della società di consulenza bresciana e garantiti dallo Stato.