Si è presentato per ritirare altro denaro, ma ha trovato ad aspettarlo i veri carabinieri. Un 63enne, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato in flagranza con l’accusa di truffa aggravata ai danni del parroco del paese.
L’uomo, domiciliato nel Bresciano, è finito in manette grazie all’intervento dei militari della Compagnia di Chiari, allertati direttamente dalla vittima dopo i primi sospetti su una richiesta di soldi sempre più insistente.
IL RAGGIRO
Secondo quanto ricostruito, la truffa era costruita su un copione ben rodato. Un complice, al telefono, si era finto un ufficiale dei Carabinieri, convincendo il sacerdote ad aiutare economicamente il 63enne.
La storia raccontata faceva leva sulla solidarietà: servivano soldi per sbloccare una presunta eredità in Bosnia. In cambio, veniva promessa una generosa donazione alla parrocchia una volta ottenuti i fondi.
Il parroco, inizialmente, aveva creduto alla versione fornita e il 30 aprile aveva consegnato una prima somma in contanti.
L’ARRESTO
Il sospetto è scattato pochi giorni dopo, quando è arrivata una nuova richiesta di denaro. Il sacerdote ha deciso di contattare direttamente i carabinieri di Chiari, scoprendo così di essere vittima di un tentativo di truffa.
A quel punto è stato organizzato l’intervento: i militari hanno atteso il 63enne nel luogo concordato per la consegna del denaro e lo hanno bloccato proprio mentre cercava di incassare un’altra somma.
Il denaro già consegnato è stato recuperato e restituito al parroco.
Dopo l’arresto, l’uomo è stato portato davanti al Tribunale di Brescia per il rito direttissimo. Il giudice ha convalidato il fermo e disposto per lui gli arresti domiciliari in attesa del processo.























































